Era un circo da niente, non per altro si chiamava Mezzapiotta che, a Roma, equivale a qualcosa che sfiora lo zero. In senso reale e pure metaforico. Erano gli anni cupi della guerra, nella fattispecie il ’43. E sotto quel tendone dove si esibivano fenomeni da baraccone in ordine sparso arriva l’onda lunga di persecuzioni e rastrellamenti. L’impresario aveva un nome che tradisce, Giorgio Israel, e sui camion non finisce per errore. Ma siccome era un uomo buono, amato da quei mostriciattoli ai quali dava da lavorare, i suoi orfani non si arresero alla tracotanza tedesca. Il compito non […]