“Waiting for the barbarians”: identikit del nemico che non c’è

Sette giorni in una fortezza con il fiato del nemico addosso. Ma chi sarà mai questo rivale del quale non si vede né traccia né ombra. Un mistero per il Magistrato (Mark Rylance, premio Oscar come miglior attore non protagonista ne Il ponte delle spie) e, tutto sommato, anche per il colonnello Joll (Johnny Depp) cui spetta l’obbligo di un’ispezione per accertare il corretto operato del rappresentante di un governo assente. Inizialmente, il rapporto fra i due è un misto di subordinazione e collaborazione fino a trasformarsi in una scacchiera dove il Magistrato e l’ufficiale cercano di scoprire chi mai […]

  

“Undine”: amore totalizzante e acqua Il mito ermetico rivisto da Petzold

Se mi lascerai, non potrai fare altro che morire.   Amore avvolgente e cristallino. Come l’acqua. Dove tutto nasce e tutto torna alle origini. In mezzo, una costruzione dello spazio e il suo rapporto con il tempo. L’uomo plasma l’ambiente. Fa sorgere città a propria misura ma le forme architettoniche non sono immutabili. Si adeguano alle epoche. Alle necessità. Perfino ai governi e ai regimi. Berlino diventa così un paradigma di ciò che avviene in Undine – Un amore per sempre di Christian Petzold, regista al quale il cinema tedesco si affida per rinascere dopo oltre mezzo secolo di buio pesto. […]

  

“Il meglio deve ancora venire”: quando il male viene preso in giro

Adoro sentire parlare di me ma stavolta non riuscirò ad ascoltarti…   Quando il cinema decide di parlare di malattia, soprattutto se spesso non curabile, il risultato è duplice. L’angoscia apre la strada alla commozione ma, prima di lasciare un varco alle lacrime, distrugge il morale. In alternativa ne escono storie già viste, opprimenti e difficilmente digeribili per l’inutile retorica tracimante. Pericoli evitati nella commedia francese Il meglio deve ancora venire di Mathieu Delaporte e Alexandre de La Patelliére, abilissimi a raccontare una storia ad alto potenziale depressivo e poco innovativo, trasformandolo completamente in qualcosa di nuovo, mai visto e a […]

  

“Assandira”: Babele bio in Sardegna dove i figli sono padroni dei padri

Se muore un figlio, vuol dire che il genitore non ha saputo badargli.   Assandira non è un agriturismo. Anche se sembra. Assandira è un trucco, un inganno. È uno specchietto per allodole cieche e sorde. È una Sodoma e Gomorra di oggi dove affoga il pensiero e trionfa l’imbroglio. Il sopruso. La perversione. Finché un giorno divampa un incendio e – come si diceva un tempo – arriva la buoncostume e Dio solo sa quanto ce n’è bisogno. Assandira di Salvatore Mereu, fuori concorso a Venezia, è metafora d’attualità. Purtroppo. In una notte tetra e piovosa, le fiamme divampano […]

  

“Le sorelle Macaluso”, dramma e poesia nello scorrere di cinque vite

Le creature animali non sono come quelle umane. Conoscono la gratitudine e non chiedono nulla. Periferia di Palermo. A casa Macaluso l’unica presenza costante è quella dei colombi. Sono loro gli unici ad andare e venire con costanza. Gli unici a non demordere e rispettare la prigione. Come se la libera uscita, tacitamente pattuita, sia un impegno da onorare anche nei cieli di una terra dove l’onore non è soltanto una parola. E il concetto è chiaro perfino a chi, abitualmente, vola. In un film di assenze, dove il vero tema è la scomparsa, l’unica forma di resistenza è personificata […]

  

“Miss Marx è una donna contro vissuta tra utopie e incoerenze

Nulla che sia umano mi è estraneo   Il passato e la storia lacerati con il coltello del tempo. Come se i secoli si confondessero, l’oggi assomigliasse terribilmente a uno ieri remoto e certi volti fossero simili a tanti che si aggirano per le nostre vite. Si chiama attualità e la volontà di sottolineare le attinenze trasversali a distanza di oltre 150 anni è tanto pericolosa e insidiosa. Ma è su questa strada che si incontra Eleanor Marx, ultima figlia di Karl, l’autore del Capitale. Un personaggio fra i meno indagati, che la regista Susanna Nicchiarelli ha scelto come protagonista del […]

  

“Ema”, il fuoco di una donna delusa in una coppia che scoppia

Le mille sfumature di una coppia in sala da ballo. Dove la vita intera è quasi danza, sofferta e ritmata da sventure individuali. Scelte leggere. Cadaveri della colpa che camminano sulle strade di esistenze ferite. Ema di Pablo Larraìn è la storia di una donna che si unisce al proprio coreografo. Non solo legame. Non solo convivenza. Al contrario, immersione totale. Quotidianità e lavoro diventano un tutt’uno inscindibile in cui è difficile districarsi. Capire dove finisce l’una e comincia l’altro. Dove gli errori di una di queste dimensioni si riflettono indelebilmente nello specchio dell’altra. E il vortice che risucchia animi e […]

  

“Non conosci Papicha”, un ciclone vuol ribaltare il fondamentalismo

Nedjma aveva un’ambizione che non era quella di fuggire dall’Algeria, al contrario di tanti suoi coetanei. E pure un talento. Disegnare moda. Ma aveva anche un “problema”. Era una donna. E la società islamica non prevede che una femminuccia possa aver voglia di divertirsi. Lavorare. Vestirsi in modo da valorizzare la sua femminilità. Insomma, niente di nuovo sul fronte arabo. Apparentemente. E invece c’è anche chi non desiste, neppure quando vede la sorella uccisa a bruciapelo dal solito fondamentalista in agguato. Nedjma è una collegiale e deve scontrarsi con la volontà di chi nulla vuole rischiare. Chi si arrende. Si […]

  

“Crescendo” tra musica e politica: quella pace che corre sulle sette note

Il futuro può cominciare da voi. Subito   La Storia del Medio Oriente dilaniato è quella dell’odio. Energia inutilmente sprecata. Dopo duemila anni di morti e battaglie, a vincere è stata solo la retorica. Quella delle frasi fatte e dei concetti in fotocopia. Tra parole logore come tessuti consunti e concetti urlati all’universo dei sordi. Crescendo di Dror Zahavi non ha l’arrogante presunzione di fornire ricette giuste o taumaturgici consigli e racconta a modo suo una storia vera, di quelle con la esse minuscola che non fa rima con un’importanza ridotta rispetto a quelle con la maiuscola. Così, l’ispirazione viene dalla […]

  

“Famosa”, in sala il sogno perduto del ragazzo di provincia deriso

Rocco sognava di diventare… famosa. Al femminile. Sì perché il sesso poco conta per un giovane, terrorizzato dalle ragazze coetanee e burlato dai compagni. Il mondo è grande come un fazzoletto, soprattutto per chi è nato a quattro passi da Frosinone e non è mai stato nemmeno a Roma. Una metropoli. La. Metropoli. I giorni di Rocco sono di quelli che nessuno vorrebbe. Disprezzato dai genitori e, in particolare, dal padre rude, manesco. E traditore. Preso in giro dalle più carine della scuola, copione di ogni generazione perché più verde è l’età, più crudele è la derisione per l’antitesi del […]

  

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