FREAKS OUT

  Era un circo da niente, non per altro si chiamava Mezzapiotta che, a Roma, equivale a qualcosa che sfiora lo zero. In senso reale e pure metaforico. Erano gli anni cupi della guerra, nella fattispecie il ’43. E sotto quel tendone dove si esibivano fenomeni da baraccone in ordine sparso arriva l’onda lunga di persecuzioni e rastrellamenti. L’impresario aveva un nome che tradisce, Giorgio Israel, e sui camion non finisce per errore. Ma siccome era un uomo buono, amato da quei mostriciattoli ai quali dava da lavorare, i suoi orfani non si arresero alla tracotanza tedesca. Il compito non […]

  

“Ritratto della giovane in fiamme” Amore e arte sulle coste bretoni

Nel Settecento l’amore era una faccenda strana, soprattutto per chi nasceva femmina. Non che dopo due secoli e mezzo la solfa sia molto diversa, il cuore – indipendentemente dal sesso di appartenenza – resta un terreno spesso insondabile, eppure allora il bivio non ammetteva deviazioni. Convento o matrimoni di comodo, tertium non datur. E in nessuno dei due casi c’entrava il sentimento. Anno del Signore 1777, nella Bretagna flagellata dai venti arriva Marianne, una pittrice chiamata a ritrarre Héloïse (Adèle Haenel già apprezzata in 120 battiti al minuto e La ragazza senza nome). Quest’ultima è appena uscita dal monastero per diventare la […]

  

Michelangelo confessa “Il peccato” grave di averli commessi tutti

Non esiste un peccato che io non abbia commesso.   Quando Jacopo Sansovino gli chiese che cosa pensasse di lui, Michelangelo rispose, come al solito, senza peli sulla lingua. “Hai poco talento, sei ordinario”. Era fatto così. Focoso e iracondo. Ma geniale. E per questo, amici e nemici ne hanno sempre accettato gli azzardi e le sfide. A suo modo, aveva anche un lato debole il Buonarroti. Raramente soddisfatto delle sue opere e perennemente alla ricerca di un perfezionismo ulteriore. Ogni capolavoro, insomma, poteva essere migliore. E, dopo aver affrescato la volta della cappella Sistina, tentò di impedirne la visita […]

  

“La favorita”: strani intrighi saffici alla corte di Anna di Gran Bretagna

Questo fango puzza…. La corona inglese, chiacchierata ieri come oggi, regna sul gossip. E, nonostante passino i secoli, continua a rifornire di spunti le menti spesso asfittiche di tanti creativi a corto di idee. Dopo Maria, regina di Scozia di Josie Rourke sulla lotta tra Elisabetta I e la Stuarda per la sovranità del Regno Unito, all’epoca disunito quanto mai, la Storia torna d’attualità con la coppia di damigelle che si contese il ruolo di favorita alla corte di Anna, l’ultima degli Stuart. Intrighi e relazioni saffiche mettono a soqquadro la corte e la politica della regina settecentesca, afflitta dalla gotta […]

  

“Agadah”, decamerone settecentesco

Che cos’è mai la virtù se non un pregiudizio accettato senza discutere… In gergo cabalistico, “agadah” significa narrare. È affabulazione. Ricordo. Forse perfino mito. Un passato ricco di scorribande. Erotismo, meglio se multiplo, come va di gran moda nell’immaginario dell’alcova da terzo millennio. Armi e cavalieri. Il mondo onirico di una favola, a metà strada tra epopea e gesta individuali, ammantate di eroismo. Presunto o reale è un mistero. Quello dell’invenzione di una trama che mescola gli eterogenei confini dei valori in un tutt’uno denso di se stesso, da cui ogni composto e componente stenta però ad avere una fisionomia […]

  

“Ben Hur”, peplum tridimensionale rispolverato dalla cineteca

Un nome inquietante – Giuda – che nulla c’entra con il traditore di Gesù, pur avendo vissuto negli stessi anni. Un precedente illustre della cinematografia – oltre a tante miniserie televisive – che risale al 1959 per la regia di William Wyler, lo stesso a cui si deve un capolavoro come Vacanze romane.  Una versione in tridimensionalità che ne rispolvera l’incontaminato appeal. Qualche differenza con la storia narrata nel kolossal di 57 anni fa. Tutto questo è Ben Hur del regista kazako Timur Bekmambetov in cui il protagonista è Jack Huston, nipote di John, che confezionò per il grande schermo la celebre […]

  

Quella surreale ironia di “Ma Loute”: il mondo alla fine del mondo

Lascia stare il cibo. Li abbiamo presi stamattina Estate 1910, la guerra è alle porte, ma ancora sufficientemente distante per non apparire come la fine di un mondo che in realtà sembra già finito da un pezzo. Scampoli di varia e discutibile umanità galleggiano sulla superficie di un’apparenza senza sostanza. Frammenti di isole disperse in un mare disordinato. L’incontro fortuito di eterogenei fantasmi è la scomparsa. Il mistero che si svela in un baleno e non porta la gioia della verità, perché se ne scopre il suo lato più amaro. L’inutilità. Il vano, vacuo e ondivago nulla in cui tutto […]

  

La storia di un tribuno romano, “Risorto” alla fede cristiana

Verità come via e vita. Ma soprattutto Resurrezione. Il mistero del Golgota tra fede e scetticismo è il tema centrale di Risorto di Kevin Reynolds (già noto al pubblico per Rapa Nui), un “peplum” che non si limita a raccontare la vicenda di Cristo nei tre giorni più rivoluzionari della storia del mondo, ma si spinge decisamente oltre. La trama non ripercorre le ore cristiane della crocefissione e dell’ascensione al cielo, ma mette specularmente a confronto due approcci diversissimi e conseguenti reazioni. La devozione di chi crede e i dubbi, espressi non solo dalla romanità, allora al governo della Galilea. La […]

  

“Le regole del caos” in controluce: molte le spine nel giardino di corte

“Siete nessuno in un posto dove tutti sono qualcuno. E questo fa di voi molto più che qualcuno”.   Talvolta dirlo con un fiore non è affatto facile come può sembrare. Talvolta il disordine è in realtà ordinatissimo, come l’ordine è invece un guazzabuglio senza coerenza. E talvolta, infine, un ossimoro – figura retorica che accoppia due termini dai significati opposti – spiega meglio di fantasiose impennate le realtà storiche vere o finte. Gli intrighi di corte. La quotidianità. E le difficoltà coniugali irreversibili. Perché, in fondo, Le regole del caos, titolo del film di Alan Rickman, perfino più centrato […]

  

“Maraviglioso Boccaccio”: la peste guarisce con l’amore. Dal ‘300 a oggi

“L’allegrezza è la miglior medicina…”           Allora come oggi. Peste e pestilenze. Piaghe dolorose e sanguinanti, cui non sembra esserci rimedio apparente. Se non fuggendo in un altrove che spesso non è nemmeno così altrove. Le malattie del corpo nel Trecento. Le angosce psicologiche ed economiche del terzo millennio. Un buen retiro di campagne toscane allora, una frontiera inconoscibile oggi. Con un denominatore comune fatto di un’allegria che non renda ingenui o superficiali ma che consenta di guardare un futuro anche quando l’avvenire sembra avere tinte più fosche e impenetrabili di un presente irto di difficoltà […]

  

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