Che cosa c’è sullo scaffale del libraio: Brunetta e “Il cinema che ho visto”

Una vita in platea per poter poi lavorare. Gian Piero Brunetta, professore emerito di Storia e critica del cinema all’università di Padova, è uno che di film ne ha visti e rivisti tanti. E il volume che arriva in libreria fresco fresco di stampa e di penna, concepito nei mesi del lockdown che, come avrebbe detto Umberto Eco, sono un’occasione imperdibile per studiare, è uno di quei testi che passano la settima arte ai raggi x. Una radiografia personalissima che non si limita certo a catalogare i vari titoli tra i buoni e i cattivi – cioè belli e brutti […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Parasite storyboard e sceneggiatura

Parasite ci prova anche in libreria. Dopo la Palma d’oro a Cannes, il Golden globe, quattro Oscar e un’infinità di altri premi meno noti ma non per questo meno importanti, ora il film coreano che ha fatto la fortuna dei produttori e delle case che lo hanno distribuito fa la sua scommessa anche in libreria. A sfidare il mercato sonnolento è La Nave di Teseo con un’edizione  (pp. 272, euro 25) che si stacca dalla tradizione di tanti libri di cinema ripercorrendo il film a sequenze. Stavolta la proposta è diversa e punta senza vergogna a mettere in evidenza chi […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Van Gogh diventa un divo del set

Quello tra pittura e cinema è un matrimonio abbastanza recente se si considera i film di finzione che scelgono gli uomini illustri del pennello come protagonisti delle loro storie. È invece un rapporto decisamente storico se si considera che la prima è progenitrice della sua ultima discendente. In buona sostanza un rapporto intenso su cui fa luce Marco Senaldi nell’interessantissimo volume Van Gogh a Hollywood (Meltemi, pp. 181, 15 euro) in cui in realtà spazia incontrando una serie di figure legate al pittore fiammingo attraverso connessioni e collegamenti diversi. In una prima parte riservata al padre della “Notte stellata” si contrappongono […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Il secolo dei giovani e James Dean

James Dean non apparteneva alla stessa generazione di Montgomery Clift e Marion Brando. Aveva una decina d’anni di meno ma fu il primo ad andarsene e l’unico a diventare immediatamente un mito. Merito forse, proprio di quella morte prematura. A 24 anni. In un incidente d’auto. Simbolo di coraggio e ardimento sopra le righe assai. Eppure quel terzetto di attori era di per sé un’icona. Bellezza e rivolta al tempo stesso. In tutti e tre c’era il germe di qualcosa che avrebbe agitato la gioventù del XX secolo, sia per i ruoli interpretati sul grande schermo sia per caratteristiche personali. […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Oliver Stone racconta una vita contro

La ragione di vita di un regista è sempre stata quella di cercare la luce. Inevitabilmente, però, con essa spuntano anche le ombre e il giochino, che solo all’apparenza può sembrare retorico, è in realtà una sorta di bilanciamento che regola ogni esistenza. E Oliver Stone – ispiratosi a quella frase che sintetizza la propria vocazione per intitolare la sua autobiografia (Cercando la luce, pp. 535, euro 22, La nave di Teseo) – dimostra senza misteri come questi due elementi, incapaci di esistere senza l’altro pur essendo opposti, facciano metaforicamente e altrettanto indissolubilmente parte dell’esistenza e del carattere di ognuno. […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema L’autobiografia di Woody Allen

Leggere le pagine in cui Woody Allen si racconta è un po’ come guardare un suo film. Narrazione in prima persona, spumeggiante come sa essere soltanto il gusto dei suoi paradossi. Le battute folgoranti che profumano di aforismi anche se non lo sono. Perché il regista di Brooklyn è così. Sbarazzino e sincero. Modesto fino a definirsi un mediocre. Perenne insoddisfatto ancora in cerca – a 84 anni suonati – del capolavoro che manca alla sua filmografia. Come se Manhattan. O La rosa purpurea del Cairo. Come se Io e Annie o Zelig o infiniti altri titoli – da Prendi i soldi e scappa a Un […]

  

Gremese racconta i film più famosi con una nuova collana di monografie

Si deve a Ricciotto Canudo, poeta e romanziere pugliese, la definizione di cinema come Settima arte. Lo definì «scrittura di luce» e dopo architettura, musica, pittura, scultura, poesia e danza gli riconobbe una dignità che nessuno, prima di allora – ed era il 1921 – aveva sospettato. Se dunque questa è la sua dimensione, non è sufficiente guardarlo. Certo, è il primo passo ma non può fermarsi a una visione, spesso distaccata, svagata o drogata da una stanchezza che spinge all’abbiocco. Il film, insomma, va visto. Ma va anche letto, per apprezzarne la genesi. E insospettabili risvolti. A svelare retroscena, tematiche, […]

  

“Cinema e sensazione”: quando l’estetica provoca un’emozione

La magia del cinema è emozione. Ma questa è un esito secondario. La scossa che porta al brivido è dettata dalla sensazione, un sistema di percezione grazie al quale si avverte il mutare degli stati d’animo. Commozione. Rabbia. Lacrime. Gioia. Ilarità. Tristezza. Angoscia. Paura. Tutte – e infinite altre ancora – derivano immancabilmente da una precisa modalità di “sentire”. Allora, verrebbe da chiedersi, guardare un film – sia che ci si trovi seduti in poltrona o in una sala pubblica – non è poi così riposante come in molti vorrebbero far credere. E la risposta è decisamente negativa. Due i […]

  

“Io, Charlotte Rampling” vi racconto: così ho perso mia sorella e ho taciuto

Non ha mai parlato volentieri della morte di sua sorella. Anzi. Non ne ha mai parlato affatto. Charlotte Rampling – rimasta nell’immaginario collettivo perla sua interpretazione ne Il portiere di notte (1973) di Liliana Cavani, oltre che per moltissimi altri film fra i quali spiccano La caduta degli dei (1969) di Luchino Visconti e il recente Giovane e bella (2013) di Francois Ozon – è donna riservata. Uno stile appreso da un padre, campione di atletica alle Olimpiadi di Berlino del 1936 ed ex militare, ma soprattutto maturato fin dalle sue origini britanniche che sono andate sciogliendosi nella sua seconda culla. Parigi e la […]

  

“Lo schermo empatico” insegna come ci si “muove” al cinema

Cinema e neuroscienze, ovvero come il grande schermo sollecita e solletica il corpo. È opinione ingiustamente diffusa che guardare un film sia attività rilassante e distensiva, lontanissima dal coinvolgere la corporeità nel suo insieme. Ebbene, si sappia invece che accade tutt’altro quando ci troviamo in sala. Non è soltanto la vista a essere stimolata per l’attività di vedere quanto accade di fronte a noi nella finzione cinematografica. L’intero apparato nervoso e sensoriale subisce un coinvolgimento che parte dal cervello e si allarga alla psicologia. Alle emozioni. Perfino alla muscolarità. Insomma, ben altro che una riposante pausa dall’attività fisica. A spiegare i […]

  

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