Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Così i film raccontano storie

Il cinema è anche e soprattutto un grande caleidoscopio di storie. Raccontate come se un magico cantore trovasse avventure diverse per affascinare platee diverse. Il primo stadio del sogno. Immaginarsi e proiettarsi in una dimensione astratta – talvolta concreta ma irreale – e trasmettere sensazioni nella stessa misura in cui si vorrebbe provare emozioni. E in oltre centovent’anni di vita la settima arte, di fiabe piccole e grandi, vere o inventate, ne ha narrate infinite. In bianco e nero e a colori, a lieto o tragico fine. Commuovendo o suscitando ira. Talvolta – ed è stato il caso di tanti […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Bernardo Bertolucci si racconta

Uno dei libri che si vorrebbero sempre leggere e che, una volta arrivati in fondo, lasciano affiorare il dispiacere perché non resta più neanche l’indice, ormai anticipato all’inizio, è Il mistero del cinema (La nave di Teseo, pp. 108, euro 8) in cui il regista Bernardo Bertolucci si racconta, dalla nascita a Parma fino agli ultimi difficili anni. È una sorta di autobiografia senza esserlo. La narrazione nasce in concomitanza con una cerimonia ufficiale, quella che nel 2014 l’università della sua città natale organizzò per consegnargli quella laurea honoris causa che lo studente Bertolucci non conseguì alla Sapienza di Roma, dove ormai […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Raccomandiamoci a… “San Totò”

Sembrerà strano o forse addirittura irriverente ma Totò è questione di fede. Ed è questo che ha spinto uno dei critici musicali più apprezzati come Paolo Isotta – purtroppo recentemente scomparso, poco prima della pubblicazione di questo volume – a dedicare un libro al principe della risata. E a intitolarlo proprio San Totò (Marsilio, pp. 302, euro 19). Una struttura semplice perché non c’è nulla da dimostrare che già non si sappia, se non una sorta di professione di fede da parte di un uomo di cultura napoletano, arrivato sulla settantina e cresciuto nel mito di Totò. Tuttavia è chiaro che […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del libraio: Brunetta e “Il cinema che ho visto”

Una vita in platea per poter poi lavorare. Gian Piero Brunetta, professore emerito di Storia e critica del cinema all’università di Padova, è uno che di film ne ha visti e rivisti tanti. E il volume che arriva in libreria fresco fresco di stampa e di penna, concepito nei mesi del lockdown che, come avrebbe detto Umberto Eco, sono un’occasione imperdibile per studiare, è uno di quei testi che passano la settima arte ai raggi x. Una radiografia personalissima che non si limita certo a catalogare i vari titoli tra i buoni e i cattivi – cioè belli e brutti […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Parasite storyboard e sceneggiatura

Parasite ci prova anche in libreria. Dopo la Palma d’oro a Cannes, il Golden globe, quattro Oscar e un’infinità di altri premi meno noti ma non per questo meno importanti, ora il film coreano che ha fatto la fortuna dei produttori e delle case che lo hanno distribuito fa la sua scommessa anche in libreria. A sfidare il mercato sonnolento è La Nave di Teseo con un’edizione  (pp. 272, euro 25) che si stacca dalla tradizione di tanti libri di cinema ripercorrendo il film a sequenze. Stavolta la proposta è diversa e punta senza vergogna a mettere in evidenza chi […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Van Gogh diventa un divo del set

Quello tra pittura e cinema è un matrimonio abbastanza recente se si considera i film di finzione che scelgono gli uomini illustri del pennello come protagonisti delle loro storie. È invece un rapporto decisamente storico se si considera che la prima è progenitrice della sua ultima discendente. In buona sostanza un rapporto intenso su cui fa luce Marco Senaldi nell’interessantissimo volume Van Gogh a Hollywood (Meltemi, pp. 181, 15 euro) in cui in realtà spazia incontrando una serie di figure legate al pittore fiammingo attraverso connessioni e collegamenti diversi. In una prima parte riservata al padre della “Notte stellata” si contrappongono […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Il secolo dei giovani e James Dean

James Dean non apparteneva alla stessa generazione di Montgomery Clift e Marion Brando. Aveva una decina d’anni di meno ma fu il primo ad andarsene e l’unico a diventare immediatamente un mito. Merito forse, proprio di quella morte prematura. A 24 anni. In un incidente d’auto. Simbolo di coraggio e ardimento sopra le righe assai. Eppure quel terzetto di attori era di per sé un’icona. Bellezza e rivolta al tempo stesso. In tutti e tre c’era il germe di qualcosa che avrebbe agitato la gioventù del XX secolo, sia per i ruoli interpretati sul grande schermo sia per caratteristiche personali. […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Oliver Stone racconta una vita contro

La ragione di vita di un regista è sempre stata quella di cercare la luce. Inevitabilmente, però, con essa spuntano anche le ombre e il giochino, che solo all’apparenza può sembrare retorico, è in realtà una sorta di bilanciamento che regola ogni esistenza. E Oliver Stone – ispiratosi a quella frase che sintetizza la propria vocazione per intitolare la sua autobiografia (Cercando la luce, pp. 535, euro 22, La nave di Teseo) – dimostra senza misteri come questi due elementi, incapaci di esistere senza l’altro pur essendo opposti, facciano metaforicamente e altrettanto indissolubilmente parte dell’esistenza e del carattere di ognuno. […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema L’autobiografia di Woody Allen

Leggere le pagine in cui Woody Allen si racconta è un po’ come guardare un suo film. Narrazione in prima persona, spumeggiante come sa essere soltanto il gusto dei suoi paradossi. Le battute folgoranti che profumano di aforismi anche se non lo sono. Perché il regista di Brooklyn è così. Sbarazzino e sincero. Modesto fino a definirsi un mediocre. Perenne insoddisfatto ancora in cerca – a 84 anni suonati – del capolavoro che manca alla sua filmografia. Come se Manhattan. O La rosa purpurea del Cairo. Come se Io e Annie o Zelig o infiniti altri titoli – da Prendi i soldi e scappa a Un […]

  

Gremese racconta i film più famosi con una nuova collana di monografie

Si deve a Ricciotto Canudo, poeta e romanziere pugliese, la definizione di cinema come Settima arte. Lo definì «scrittura di luce» e dopo architettura, musica, pittura, scultura, poesia e danza gli riconobbe una dignità che nessuno, prima di allora – ed era il 1921 – aveva sospettato. Se dunque questa è la sua dimensione, non è sufficiente guardarlo. Certo, è il primo passo ma non può fermarsi a una visione, spesso distaccata, svagata o drogata da una stanchezza che spinge all’abbiocco. Il film, insomma, va visto. Ma va anche letto, per apprezzarne la genesi. E insospettabili risvolti. A svelare retroscena, tematiche, […]

  

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