Che cosa c’è sullo scaffale del cinema “Io e mr Wilder” sul set di “Fedora”

E se Hollywood, improvvisamente, finisse tra i passi incerti di un’adolescente greca a caccia di emozioni, che mai si aspetterebbe di trovarsi a tavola con un monumento della più celebrata commedia americana sul grande schermo… E se quella ragazza, vestita in modo inappropriato, a rimorchio di un’amica che se l’è data a gambe prima del tempo, riuscisse simpatica a quel regista che di nome fa Billy Wilder e di cognome l’autore di alcuni fra i più bei titoli di sempre, da A qualcuno piace caldo a Prima pagina passando per Irma la dolce, e L’appartamento… E se il regista la […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Come la bugia ricostruisce la realtà

Il problema sta sempre lì, sulla soglia di un rebus che si fatica a sciogliere. Il cinema tra verità e menzogna. Un incrocio diabolico proprio per colpa di quella natura menzognera della settima arte che però, proprio grazie al grande imbroglio, descrive – spesso minuziosamente – quella realtà che molte parole stentano a raccontare. Soprattutto quando sono gli stati d’animo al centro delle riflessioni. A tentare di sciogliere l’intricato dilemma si cimenta ora anche Massimo Donà, docente di filosofia teoretica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, con il suo ultimo lavoro, Cinematocrazia (Mimesis, pp. 281, euro 20).  La premessa è, nemmeno […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Lo sguardo di Kechiche sui diversi

È cinema meticcio quello di Abdellatif Kechiche, regista tunisino naturalizzato francese che sul grande schermo porta un incrocio di strade e di anime. Come se le avesse incontrate tutte. E tutte le avesse catalogate. Non conosce il tempo, o meglio, se ne disinteressa. La durata di una storia da narrare non lo tocca. E le ore si moltiplicano. Come ogni levantino che si rispetti, anche se Tunisi non è Oriente ma è pur sempre una fetta di Mediterraneo che sembra contaminare in un lungo abbraccio popoli diversi. E queste diversità si affacciano sul set di Kechiche – 61 anni da […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Così i film raccontano storie

Il cinema è anche e soprattutto un grande caleidoscopio di storie. Raccontate come se un magico cantore trovasse avventure diverse per affascinare platee diverse. Il primo stadio del sogno. Immaginarsi e proiettarsi in una dimensione astratta – talvolta concreta ma irreale – e trasmettere sensazioni nella stessa misura in cui si vorrebbe provare emozioni. E in oltre centovent’anni di vita la settima arte, di fiabe piccole e grandi, vere o inventate, ne ha narrate infinite. In bianco e nero e a colori, a lieto o tragico fine. Commuovendo o suscitando ira. Talvolta – ed è stato il caso di tanti […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Bernardo Bertolucci si racconta

Uno dei libri che si vorrebbero sempre leggere e che, una volta arrivati in fondo, lasciano affiorare il dispiacere perché non resta più neanche l’indice, ormai anticipato all’inizio, è Il mistero del cinema (La nave di Teseo, pp. 108, euro 8) in cui il regista Bernardo Bertolucci si racconta, dalla nascita a Parma fino agli ultimi difficili anni. È una sorta di autobiografia senza esserlo. La narrazione nasce in concomitanza con una cerimonia ufficiale, quella che nel 2014 l’università della sua città natale organizzò per consegnargli quella laurea honoris causa che lo studente Bertolucci non conseguì alla Sapienza di Roma, dove ormai […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Raccomandiamoci a… “San Totò”

Sembrerà strano o forse addirittura irriverente ma Totò è questione di fede. Ed è questo che ha spinto uno dei critici musicali più apprezzati come Paolo Isotta – purtroppo recentemente scomparso, poco prima della pubblicazione di questo volume – a dedicare un libro al principe della risata. E a intitolarlo proprio San Totò (Marsilio, pp. 302, euro 19). Una struttura semplice perché non c’è nulla da dimostrare che già non si sappia, se non una sorta di professione di fede da parte di un uomo di cultura napoletano, arrivato sulla settantina e cresciuto nel mito di Totò. Tuttavia è chiaro che […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema “I morti” tra Murnau e Chaplin

Una bionda vaporosa e un sogno. Un uomo che dà l’addio al padre. E fugge lontano dove le ombre della fine non possono raggiungerlo. Un burocrate che rincorre un progetto di celluloide venuto dall’Europa con i suoni gutturali di un Paese che non conosce il mare. E neppure il rumore di un ciak. Sullo sfondo di anime diverse c’è un palcoscenico unico, quello del cinema anni Trenta che diventa un totem e un tabù. Il sogno. La fuga. Il lavoro. La delusione. La fine. Un universo scintillante dove si agitano le stelle. Chaplin che li visse e Murnau che li […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del libraio: Brunetta e “Il cinema che ho visto”

Una vita in platea per poter poi lavorare. Gian Piero Brunetta, professore emerito di Storia e critica del cinema all’università di Padova, è uno che di film ne ha visti e rivisti tanti. E il volume che arriva in libreria fresco fresco di stampa e di penna, concepito nei mesi del lockdown che, come avrebbe detto Umberto Eco, sono un’occasione imperdibile per studiare, è uno di quei testi che passano la settima arte ai raggi x. Una radiografia personalissima che non si limita certo a catalogare i vari titoli tra i buoni e i cattivi – cioè belli e brutti […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Parasite storyboard e sceneggiatura

Parasite ci prova anche in libreria. Dopo la Palma d’oro a Cannes, il Golden globe, quattro Oscar e un’infinità di altri premi meno noti ma non per questo meno importanti, ora il film coreano che ha fatto la fortuna dei produttori e delle case che lo hanno distribuito fa la sua scommessa anche in libreria. A sfidare il mercato sonnolento è La Nave di Teseo con un’edizione  (pp. 272, euro 25) che si stacca dalla tradizione di tanti libri di cinema ripercorrendo il film a sequenze. Stavolta la proposta è diversa e punta senza vergogna a mettere in evidenza chi […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Van Gogh diventa un divo del set

Quello tra pittura e cinema è un matrimonio abbastanza recente se si considera i film di finzione che scelgono gli uomini illustri del pennello come protagonisti delle loro storie. È invece un rapporto decisamente storico se si considera che la prima è progenitrice della sua ultima discendente. In buona sostanza un rapporto intenso su cui fa luce Marco Senaldi nell’interessantissimo volume Van Gogh a Hollywood (Meltemi, pp. 181, 15 euro) in cui in realtà spazia incontrando una serie di figure legate al pittore fiammingo attraverso connessioni e collegamenti diversi. In una prima parte riservata al padre della “Notte stellata” si contrappongono […]

  

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