Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Come la bugia ricostruisce la realtà

Il problema sta sempre lì, sulla soglia di un rebus che si fatica a sciogliere. Il cinema tra verità e menzogna. Un incrocio diabolico proprio per colpa di quella natura menzognera della settima arte che però, proprio grazie al grande imbroglio, descrive – spesso minuziosamente – quella realtà che molte parole stentano a raccontare. Soprattutto quando sono gli stati d’animo al centro delle riflessioni. A tentare di sciogliere l’intricato dilemma si cimenta ora anche Massimo Donà, docente di filosofia teoretica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, con il suo ultimo lavoro, Cinematocrazia (Mimesis, pp. 281, euro 20).  La premessa è, nemmeno […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Lo sguardo di Kechiche sui diversi

È cinema meticcio quello di Abdellatif Kechiche, regista tunisino naturalizzato francese che sul grande schermo porta un incrocio di strade e di anime. Come se le avesse incontrate tutte. E tutte le avesse catalogate. Non conosce il tempo, o meglio, se ne disinteressa. La durata di una storia da narrare non lo tocca. E le ore si moltiplicano. Come ogni levantino che si rispetti, anche se Tunisi non è Oriente ma è pur sempre una fetta di Mediterraneo che sembra contaminare in un lungo abbraccio popoli diversi. E queste diversità si affacciano sul set di Kechiche – 61 anni da […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Così i film raccontano storie

Il cinema è anche e soprattutto un grande caleidoscopio di storie. Raccontate come se un magico cantore trovasse avventure diverse per affascinare platee diverse. Il primo stadio del sogno. Immaginarsi e proiettarsi in una dimensione astratta – talvolta concreta ma irreale – e trasmettere sensazioni nella stessa misura in cui si vorrebbe provare emozioni. E in oltre centovent’anni di vita la settima arte, di fiabe piccole e grandi, vere o inventate, ne ha narrate infinite. In bianco e nero e a colori, a lieto o tragico fine. Commuovendo o suscitando ira. Talvolta – ed è stato il caso di tanti […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Bernardo Bertolucci si racconta

Uno dei libri che si vorrebbero sempre leggere e che, una volta arrivati in fondo, lasciano affiorare il dispiacere perché non resta più neanche l’indice, ormai anticipato all’inizio, è Il mistero del cinema (La nave di Teseo, pp. 108, euro 8) in cui il regista Bernardo Bertolucci si racconta, dalla nascita a Parma fino agli ultimi difficili anni. È una sorta di autobiografia senza esserlo. La narrazione nasce in concomitanza con una cerimonia ufficiale, quella che nel 2014 l’università della sua città natale organizzò per consegnargli quella laurea honoris causa che lo studente Bertolucci non conseguì alla Sapienza di Roma, dove ormai […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del libraio: Brunetta e “Il cinema che ho visto”

Una vita in platea per poter poi lavorare. Gian Piero Brunetta, professore emerito di Storia e critica del cinema all’università di Padova, è uno che di film ne ha visti e rivisti tanti. E il volume che arriva in libreria fresco fresco di stampa e di penna, concepito nei mesi del lockdown che, come avrebbe detto Umberto Eco, sono un’occasione imperdibile per studiare, è uno di quei testi che passano la settima arte ai raggi x. Una radiografia personalissima che non si limita certo a catalogare i vari titoli tra i buoni e i cattivi – cioè belli e brutti […]

  

Che cosa c’è sullo scaffale del cinema Van Gogh diventa un divo del set

Quello tra pittura e cinema è un matrimonio abbastanza recente se si considera i film di finzione che scelgono gli uomini illustri del pennello come protagonisti delle loro storie. È invece un rapporto decisamente storico se si considera che la prima è progenitrice della sua ultima discendente. In buona sostanza un rapporto intenso su cui fa luce Marco Senaldi nell’interessantissimo volume Van Gogh a Hollywood (Meltemi, pp. 181, 15 euro) in cui in realtà spazia incontrando una serie di figure legate al pittore fiammingo attraverso connessioni e collegamenti diversi. In una prima parte riservata al padre della “Notte stellata” si contrappongono […]

  

Quel “Calandrino” di Montanelli, controcorrente anche al cinema

Dei tre era il più battagliero. Il più mordace. In una parola, controcorrente. E non si faceva pregare troppo quando si trattava di menar fendenti a destra e a manca per difendersi dai soprusi. Lui, che era il bersaglio degli scherni di Bruno e Buffalmacco, aveva trovato nel carattere la sua corazza. Dalle pagine del Decameron sono passati più di seicento anni e Calandrino, lo smalto aguzzo del toscanaccio, non lo ha mai perso. Se ne innamorò – letterariamente parlando – perfino Indro Montanelli. Con il cinema visse un rapporto controverso ma non ne disdegnò mai il fascino e, negli […]

  

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