Nel Settecento l’amore era una faccenda strana, soprattutto per chi nasceva femmina. Non che dopo due secoli e mezzo la solfa sia molto diversa, il cuore – indipendentemente dal sesso di appartenenza – resta un terreno spesso insondabile, eppure allora il bivio non ammetteva deviazioni. Convento o matrimoni di comodo, tertium non datur. E in nessuno dei due casi c’entrava il sentimento. Anno del Signore 1777, nella Bretagna flagellata dai venti arriva Marianne, una pittrice chiamata a ritrarre Héloïse (Adèle Haenel già apprezzata in 120 battiti al minuto e La ragazza senza nome). Quest’ultima è appena uscita dal monastero per diventare la […]