“L’amatore” racconta Portaluppi: chi è l’architetto che costruì Milano

«Quello che resta di un uomo, a distanza di anni, sono gli aneddoti». Le storie che nessuno racconta. E rimangono lì. Sepolte. In una vecchia soffitta o in una cassapanca, blindata dalla polvere. Piero Portaluppi incontrò una cinepresa nel ’29, l’anno della grande crisi. E forse fu l’unico amore al quale restò fedele. I filmini, in 16 mm, montati con cura e con cura titolati, erano conservati nel ventre di quel mobile in legno. Cassaforte dei ricordi. Erano riposti con ordine e l’ambizione silenziosa di essere proiettati. Ma nessuno li guardò mai. Il regista amatoriale era stato dimenticato. Un po’ come […]

  

“Lo schermo empatico” insegna come ci si “muove” al cinema

Cinema e neuroscienze, ovvero come il grande schermo sollecita e solletica il corpo. È opinione ingiustamente diffusa che guardare un film sia attività rilassante e distensiva, lontanissima dal coinvolgere la corporeità nel suo insieme. Ebbene, si sappia invece che accade tutt’altro quando ci troviamo in sala. Non è soltanto la vista a essere stimolata per l’attività di vedere quanto accade di fronte a noi nella finzione cinematografica. L’intero apparato nervoso e sensoriale subisce un coinvolgimento che parte dal cervello e si allarga alla psicologia. Alle emozioni. Perfino alla muscolarità. Insomma, ben altro che una riposante pausa dall’attività fisica. A spiegare i […]

  

“Sole alto” sugli amori sofferti, assassinati dall’odio razziale

Purché non sia una di loro…   Tre decenni. Due nazioni. Un amore. La trilogia del sole inizia qui. L’odio raccontato attraverso lo specchio del suo contrario. L’intolleranza etnica e razziale vista dall’insolita prospettiva del cuore. Perché descrivere la cattiveria e la prevaricazione con il linguaggio del sentimento si può. È la magia di questo mistero che, apparentemente, spinge due anime ad avvicinarsi e offre una conseguenza all’attrazione. Sole alto di Dalibor Matanic si compone di tre episodi che hanno al centro altrettante storie di legami fra un uomo e una donna. La prima è ambientata nel 1991 e le altre due […]

  

“Dheepan”, le tre vite di un cingalese che s’incammina verso la felicità

Il colore del vivere sta tutto lì. Talvolta. Migliaia di cerchietti fosforescenti che ammiccano ebeti nel buio. Il popolo delle discoteche e del divertimentificio non c’entra. Stavolta. Dheepan – Una nuova vita di Jacques Audiard, Palma d’oro 2015 a Cannes, guarda attraverso luci e colori. Risplende nell’oscurità. E’ il bagliore fioco della tristezza a basso prezzo. Ma ad altissimo costo. Quei cerchietti che brillano penetranti, altro non sono che lampi di chi vive fuggendo. Con la sua mercanzia da due lire. Ammennicoli che durano lo spazio di una sera. E di una follia. Forse, un tuono di passione effimera. E finiscono […]

  

Cimino, il cacciatore di film: “Sono un architetto frustrato”

“Più che un leopardo, sembra un pollo. E pensare che dovrebbe essere un animale feroce… Uno di quelli che sbranano”. Design da correggere. Michael Cimino, 76 anni suonati e tanta guasconeria come un ragazzino, ritira il premio alla carriera e non le manda a dire. Locarno aspetta Floride, l’ultimo elegantissimo e garbato lavoro di Philippe Le Guay, prima che vengano rispedite sul maxi schermo di una piazza Grande gremita le immagini de Il cacciatore, il capolavoro che al regista valse ben cinque Oscar. Detto da un architetto mancato, il leopardo con le fattezze del pollo assume un colore diverso. Fatto […]

  

Salgado, una vita mettendo a fuoco “Il sale della terra”, cioè l’uomo

Il sale della terra? Gli esseri umani.                   Sebastião Salgado ha girato il mondo con una moglie, un bambino e una macchina fotografica. La differenza fra lui e tutti gli altri uomini che hanno solcato i continenti con una donna e un bimbo al seguito è che Salgado il “suo” mondo lo ha fatto vedere a tutti. Fotografo tra i più universalmente apprezzati, stimati e acclamati le sue immagini hanno fatto il giro del mondo. Esattamente come lui. Divisi per temi. Quelli che di volta in volta si è imposto di osservare […]

  

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