Non ho mai costruito il castello di vetro, però è stato bello progettarlo   Erano gli anni in cui papà è un mito. Anche se è un tipo eccentrico. Irascibile. Se i giorni puzzano di alcol. E la vita è bizzarra come il calcio di un mulo che cammina all’indietro. Per Jeannette, quell’uomo che la chiamava “capretta delle nevi” e la riempiva di dispettucci, era un dio. Aveva venduto l’aureola per un goccio di whisky, ma nessuno è perfetto. E nemmeno quando la puniva riusciva a odiarlo perché non smetteva di ricordare quella sera a Natale. Distesi in terra a […]