Gli oggetti inanimati hanno un’anima, si attacca alla nostra e ci costringe ad amarli.   Jeanne sapeva di non amare il mondo, in alcuna delle sue declinazioni. La realtà è che tutto le era estraneo fossero essi amici, colleghi o semplici coetanei. I suoi simili, in buona sostanza, erano fonte di insoddisfazione. Perfino di incomunicabilità. E Jeanne ne era fuggita. Con la mente e con il cuore. Era rimasta terribilmente lì, ancorata a quella dolorosa vita ma idealmente altrove, dove l’altro è benvoluto e ben accolto. Ma stavolta l’altro era lei. A disagio con una madre troppo rock ‘n roll […]