Non sono un tutore, ma ci sarò sempre   La sbornia del disperato sa di solitudine. Quella forma di lontananza che non è una scelta ma una conseguenza. Si vive soli non perché lo si voglia né perché sia capitato. Si è soli per vergogna. E angoscia.  Si è soli perché la comunità dei vivi ha un credito. E non c’è nulla che possa ripagarlo. Il destino però non ha cuore. Anzi. Lo ferisce a morte. Lacera quello del fratello di Lee e restituisce il protagonista alla città natale dalla quale era fuggito. Si ritrova tutore del nipote sedicenne e […]