Siamo come le nuvole, che vanno e vengono. “Per sempre” non esiste.   Overdose di immagini e parole. Malate. Come gli occhi del protagonista e il cuore di un uomo che non sa più guardare né dentro né fuori da se stesso. Un accavallarsi spontaneo e costruito di sequenze che alternano una presunta aridità naturale al corrispettivo asciutto di un animo umano senza capacità di comunicazione. Eppure l’evocato deserto è fonte di vita e, in fondo, anche l’uomo stesso lo è. Le parti si confondono come se fossero inserite in un frullatore. La memoria della moglie da cui è separato […]