Non si può cogliere la vita di un uomo in due ore, il massimo che si può sperare è dare l’impressione di averlo fatto.   Hollywood anni Trenta era una piscina di squali. Stranamente non erano solo i soldi a muovere gli appetiti dei pescecani. C’era il potere. La fama. Lo specchio delle brame condannato a dire chi era il genio del reame. Il meccanismo che pone l’uomo al centro di un universo, intorno al quale ruotano i pianeti. Visibilità. Egocentrismo. E Mank di David Fincher – già autore de L’amore bugiardo, Il curioso caso di Benjamin Button e The social […]