Quel libro, Gilles, non lo aveva nemmeno mai letto. E nemmeno poteva farlo perché scritto in una lingua a lui incomprensibile. Il farsi, ossia persiano. Eppure quel libro, a Gilles, ha salvato la vita. È bastato averlo in mano, millantare conoscenze di quell’idioma e provenienza mediorientale della Persia che fu, per essere risparmiato a una fucilazione sommaria, della quale tutti i suoi compagni di rastrellamento sono rimasti vittima. È il destino della Francia del ’42 e quell’uomo sotto falso nome viene consegnato a un ufficiale che comanda il campo di concentramento. Il caso gli è amico e l’implacabile Klaus Koch, […]