Tutto cominciò all’isola di Man appena finita la guerra. Tre fratelli e una sola voce – un falsetto inimitabile – avrebbero fatto cantare e ballare generazioni di innamorati e non solo. Davanti a loro, un nome che era una sigla. Un acronimo. Bee Gees. Ovvero B.G. scritto però per esteso, come l’anglofonia l’avrebbe pronunciato. Quella sigla stava per Brother Gibb e la G aveva un curioso plurale, appunto perché erano in tre. Barry, il più grande. Robin e Maurice, in mezzo. Una decina di anni dopo arrivò pure Andy, che stava per unirsi al gruppo quando, a trent’anni, se lo […]