Giosuè non era un assassino, tutt’al più un lazzarone. Un perdigiorno. Uno di quei tipi senza arte né parte che ciondolano senza sosta in cerca di un baricentro che non c’è. Soprattutto aveva una colpa. Era siciliano solo a metà. L’altra metà era francese che poco c’entra con l’isola, insomma non era uno di loro. Finisce che un giorno il forestiero, cresciuto tra sole e mare mediterraneo, fa un incidente e provoca la morte di due persone. Il sindaco crede, a quel punto, di interpretare il comune sentire dei paesani e vieta la sepoltura del lazzarone. Ad aiutarlo – o […]