Era il 6 gennaio 1980. E la parola “mafia” era d’attualità come oggi. Quel giorno era domenica e Piersanti Mattarella stava recandosi a messa con la famiglia. Non ci arrivò mai. Le revolverate di un sicario fermarono la sua esistenza su quell’auto che il presidente dell’Assemblea regionale siciliana stava muovendo dal parcheggio. Pagava con la vita la determinazione di combattere Cosa Nostra, a costo di accettare la guida di un esecutivo che governava con l’appoggio del Pci. Una trasversalità che si giustificava con l’appartenenza del politico alla corrente democristiana di Aldo Moro. A quarant’anni di distanza da quell’omicidio, la riapertura […]