-Dimmi, cosa ti regalava papà: rose, dolci, diamanti… -No, solo corna       Teatro. Vita. Cinema. Realtà incompatibili al crocevia. Artificio e quotidianità. Quando la macchina da presa gira tra quinte e palcoscenico il prodotto è fatica. Tra cinque minuti in scena dell’esordiente Laura Chiossone conferma il sapore acre della claustrofobia da cui esce Gianna – una Gianna Coletti dalla sorprendente rassomiglianza fisiognomica e vocale con Mariangela Melato – in ballottaggio tra un’esistenza giornaliera intrisa delle difficoltà dell’assistenza umana, morale e sanitaria all’anziana madre ormai cieca, giunta alla fine dei suoi giorni, e il suo mestiere di attrice. La […]