Suona. Sogna. Vola. La periferia di Parigi è un serraglio. I ceffi non sono i drogati all’ultimo stadio ma i disperati della quotidianità. Grandi e piccini con i nervi a fior di pelle per colpa di una società che respinge. Un’economia che impoverisce. Una città che spesso lascia un violino in mano a un bambino. Solo. Su un tetto con panorama sullo squallore. La tour Eiffel e Montmartre sono lontani dal tempo e dalla memoria. Distrutti nell’immaginazione di un presente di povertà e bullismo che ha il sapore amaro dei nostri giorni a ogni latitudine. E Arnold, una dozzina d’anni […]