{"id":1254,"date":"2014-06-11T18:20:06","date_gmt":"2014-06-11T18:20:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=1254"},"modified":"2014-06-12T16:23:08","modified_gmt":"2014-06-12T16:23:08","slug":"il-paradosso-pavese-la-minoranza-vince","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2014\/06\/11\/il-paradosso-pavese-la-minoranza-vince\/","title":{"rendered":"Il paradosso pavese: la minoranza vince"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>doppio turno<\/strong> \u00e8 da sempre un totem della <strong>sinistra<\/strong>. Politici e intellettuali da decenni propongono il ballottaggio come sistema ideale per risolvere il problema dei problemi dei <strong>sistemi elettorali<\/strong>: come consentire la rappresentanza di tutti gli orientamenti e &#8211; allo stesso tempo &#8211; le condizioni per governi che possano decidere sorretti da una base parlamentare solida. Il problema vale a livello statale ma anche di amministrazioni locali. Da anni si continua a ripetere che il sistema elettorale dei <strong>Comuni<\/strong> ha funzionato bene e forse \u00e8 vero. Se per\u00f2 non si vuole assumere come un dogma questa idea sar\u00e0 bene verificare quel che \u00e8 accaduto alle ultime Comunali, pochi giorni fa, complice il fenomeno massiccio dell&#8217;<strong>astensione<\/strong>.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di <strong>Pavia<\/strong> (ma vale anche altrove). Al primo turno il candidato di <strong>Forza Italia<\/strong> <strong>Alessandro Cattaneo<\/strong> ha superato il <strong>46%<\/strong>, prendendo ben <strong>18.350 voti<\/strong>. Ha sfiorato quindi la maggioranza assoluta dell&#8217;elettorato, che si \u00e8 recato alle urne con un&#8217;<strong>affluenza<\/strong> normale, fisiologica. Non avendo superato per alcune centinaia di voti il<strong> 50%<\/strong> per\u00f2 si \u00e8 tornati a votare. Al secondo turno l&#8217;affluenza \u00e8 crollata, passando dal <strong>69<\/strong> per cento al <strong>55<\/strong>. E <strong>Cattaneo<\/strong> non ha riportato a votare tutti i suoi elettori, \u00e8 vero. Ma cosa \u00e8 accaduto? Che lo sfidante, <strong>Massimo Depaoli<\/strong>, ha ottenuto il <strong>53%<\/strong> dei voti. Ma, se li andiamo a contare, quanti sono? &#8220;Solo&#8221; <strong>17.068 voti<\/strong>. Insomma il nuovo <strong>sindaco<\/strong> di<strong> Pavia<\/strong> ha ottenuto meno voti di quelli raccolti dal suo avversario. Ci\u00f2 non toglie che abbia piena legittimazione a indossare la fascia tricolore. Ma certo evidenzia l&#8217;effetto perverso che ha la combinazione di doppio turno e astensione. Il <strong>ballottaggio<\/strong> \u00e8 concepito per aumentare la legittimazione elettorale, su cui dovrebbe confluire al secondo turno il consenso dei candidati minori. Al contrario in queste condizi0ni si trasforma in una competizione al ribasso che indebolisce prima di tutto il vincitore.<\/p>\n<div id=\"attachment_1255\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2014\/06\/cattaeo.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1255\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1255\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2014\/06\/cattaeo-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1255\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Cattaneo: oltre 18mila voti per lui al primo turno<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il doppio turno \u00e8 da sempre un totem della sinistra. 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