{"id":1743,"date":"2014-11-08T20:14:23","date_gmt":"2014-11-08T20:14:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=1743"},"modified":"2014-11-08T20:50:22","modified_gmt":"2014-11-08T20:50:22","slug":"pisapia-se-crede-faccia-come-re-baldovino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2014\/11\/08\/pisapia-se-crede-faccia-come-re-baldovino\/","title":{"rendered":"Pisapia (se crede) faccia come Re Baldovino"},"content":{"rendered":"<p>Il conflitto fra legge e morale ha riempito le biblioteche fin dall&#8217;antichit\u00e0. La separazione fra la sfera del lecito e la sfera del giusto \u00e8 un pilastro della laicit\u00e0 che fonda le istituzioni democratiche moderne, figlie (legittime) della cristianissima separazione fra Dio e Cesare. Dopo questa premessa generalissima ed enfatica la domanda: perch\u00e9 <strong>Giuliano Pisapia<\/strong> non si dimette? No, non ci stiamo riferendo alle tasse e alla sicurezza di cui si parla tanto, ma della intricatissima questione della trascrizione delle nozze gay contratte all&#8217;estero. Il prefetto, su mandato del ministro, ha ordinato al primo cittadino di cancellare le trascrizioni dei matrimoni contratti all&#8217;estero, &#8220;ai fini della regolare ed uniforme tenuta dei Registri dello stato civile \u2014 parole di <strong>Francesco Paolo<\/strong>\u00a0<strong>Tronca<\/strong> \u2014 alla cui salvaguardia il prefetto \u00e8 preposto secondo le norme vigenti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Pisapia<\/strong> ha risposto picche. Con un&#8217;argomentazione curiosa: &#8220;Vado avanti su un percorso che ritengo giusto e legittimo &#8211; ha affermato Pisapia &#8211; Ho un&#8217;indicazione che deriva dalle mie <strong>convinzioni<\/strong> personali e giuridiche condivise dalla maggioranza nel consiglio comunale, che rappresenta i cittadini&#8221;.<\/p>\n<p>Ma cosa c&#8217;entrano le convinzioni? Come possono le <strong>convinzioni<\/strong> condizionare un percorso istituzionale che dovrebbe essere improntato a criteri di legittimit\u00e0? Pisapia ripensi alla <strong>storia<\/strong> di<strong> Re Baldovino<\/strong>. Il sovrano belga, profondamente credente, sapeva che la legislazione sull&#8217;interruzione di gravidanza era legittima dal punto di vista istituzionale. Riteneva che non fosse <strong>giusta<\/strong>, ma su un altro piano, quello <strong>morale-religioso<\/strong>. Non voleva <strong>firmarla<\/strong>, ma non riteneva di fermarla. Cos\u00ec, per non promulgarla si sospese: <strong>abdic\u00f2<\/strong> per due giorni, quelli necessari a perfezionare la legge sull&#8217;<strong>aborto<\/strong>. Fu un <strong>gesto<\/strong>\u00a0<strong>clamoroso<\/strong>. Un <strong>escamotage<\/strong> dirompente. Poi rientr\u00f2 nelle sue funzioni, certo. Ma ottenne il risultato di affermare le sue convinzioni. <strong>Pisapia<\/strong> non potrebbe tornare sindaco. Dovrebbe <strong>lasciare definitivamente<\/strong>, \u00e8 vero. Ma non pu\u00f2 piegare la sua veste istituzionale, che gli impone di seguire e rispettare <strong>criteri istituzionali<\/strong> e amministrativi, alle sue <strong>convinzioni<\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u00a0AlGia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il conflitto fra legge e morale ha riempito le biblioteche fin dall&#8217;antichit\u00e0. La separazione fra la sfera del lecito e la sfera del giusto \u00e8 un pilastro della laicit\u00e0 che fonda le istituzioni democratiche moderne, figlie (legittime) della cristianissima separazione fra Dio e Cesare. Dopo questa premessa generalissima ed enfatica la domanda: perch\u00e9 Giuliano Pisapia non si dimette? No, non ci stiamo riferendo alle tasse e alla sicurezza di cui si parla tanto, ma della intricatissima questione della trascrizione delle nozze gay contratte all&#8217;estero. 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