{"id":1918,"date":"2015-03-14T21:27:26","date_gmt":"2015-03-14T21:27:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=1918"},"modified":"2015-03-14T21:27:26","modified_gmt":"2015-03-14T21:27:26","slug":"lasciate-in-pace-almeno-le-scuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2015\/03\/14\/lasciate-in-pace-almeno-le-scuole\/","title":{"rendered":"Lasciate in pace (almeno) le scuole"},"content":{"rendered":"<p>I tornei per la <strong>Liberazione<\/strong>, il gioco dei bimbi travestiti. Ma c&#8217;\u00e8 un confine fra l&#8217;educazione e l&#8217;ideologia nelle scuole (e non solo)? Qual \u00e8 questo confine? E lo stiamo superando? Le domande che si pongono tanti genitori milanesi non sembrano esagerate.<\/p>\n<p>Tre mesi fa esatti, ci furono reazioni furibonde per\u00a0l&#8217;iniziativa della Curia ambrosiana, che aveva scritto ai professori di religione, chiedendo di segnalare le scuole erano adottate iniziative ispirate alla cosiddetta &#8220;ideologia del gender&#8221;, che don <strong>Gian Battista Rota<\/strong> descriveva\u00a0come una &#8220;campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un\u2019idea di libert\u00e0 che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale&#8221;. La richiesta indirizzata ai docenti, subito derubricata da una imbarazzata\u00a0Curia come un&#8217;indagine informale, fu subito attaccata dall&#8217;opinione pubblica di sinistra come una &#8220;schedatura&#8221;. E la Diocesi alla fine dovette sostanzialmente scusarsi.<\/p>\n<p>Bene, a tre mesi di distanza i riflettori si accendono sul &#8220;gioco del rispetto&#8221;, che &#8211; dopo Trieste &#8211; altri Comuni italiani <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/gioco-dei-bimbi-travestiti-conquista-giunte-rosse-1104965.html\">stanno pensando di introdurre nelle scuole<\/a>. Milano ovviamente <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/milano\/bimbi-travestiti-allasilo-milano-copia-trieste-1104892.html\">ha mostrato interesse per l&#8217;iniziativa<\/a>, tanto \u00e8 vero che la presidente della commissione consigliare Cultura, la democratica <strong>Paola Bocci<\/strong>, ha invitato a <strong>Palazzo Marino<\/strong> l&#8217;inventrice del progetto, presentandolo all&#8217;assessore competente e alla delegata del sindaco alle Pari opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Intanto, dalla zona 9, il capogruppo di <strong>Forza Italia<\/strong>, <strong>Alessandro Fede Pellone<\/strong>, fa sapere di aver dato battaglia sull&#8217;idea di un torneo dedicato alla Resistenza, tanto da aver proposto di cambiarne il nome dedicandolo alla Liberazione.<\/p>\n<p>Ma le cronache sono piene di iniziative che coinvolgono le scuole. Iniziative che sono dedicate ai temi dell&#8217;ambientalismo, dell&#8217;animalismo, del pacifismo, spesso con sigle e personaggi che presentano una loro visione molto marcata e unilaterale dei problemi e del mondo.<\/p>\n<p>A\u00a0volte, da genitori e cittadini, si rimpiange una scuola che si &#8220;limitava&#8221; a insegnare la storia, la geografica, la matematica, l&#8217;italiano e magari la storia dell&#8217;arte. Prima che la facessero diventare terreno di (facile) conquista del <strong>politicamente corretto<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I tornei per la Liberazione, il gioco dei bimbi travestiti. Ma c&#8217;\u00e8 un confine fra l&#8217;educazione e l&#8217;ideologia nelle scuole (e non solo)? Qual \u00e8 questo confine? E lo stiamo superando? Le domande che si pongono tanti genitori milanesi non sembrano esagerate. 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