{"id":1997,"date":"2015-05-02T19:07:07","date_gmt":"2015-05-02T19:07:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=1997"},"modified":"2015-05-05T18:12:25","modified_gmt":"2015-05-05T18:12:25","slug":"ricordare-ramelli-senza-se-e-senza-ma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2015\/05\/02\/ricordare-ramelli-senza-se-e-senza-ma\/","title":{"rendered":"Ricordare tutti Ramelli, senza se e senza ma"},"content":{"rendered":"<p>Sergio Ramelli \u00e8 stato la vittima innocente di un folle odio politico. E per questo merita di essere ricordato. Un&#8217;ovvieta? Purtroppo non \u00e8 cos\u00ec. \u00c8 appena\u00a0passato\u00a0il giorno del quarantesimo anniversario dalla sua morte ed e triste verificare che nel 2105 in questo Paese, nella sua &#8220;capitale morale&#8221;, anche i concetti pi\u00f9 evidenti devono essere ripetuti, riaffermati, ogni volta, contro una stupidit\u00e0 dilagante.<\/p>\n<p><strong>Sergio Ramelli<\/strong> era un ragazzo di destra con i capelli lunghi. Un ragazzo. <strong>Aveva 18 anni<\/strong> quando un commando di militanti della sinistra extraparlamentare gli tese un agguato a colpi di chiave inglese. Ramelli mor\u00ec dopo 40 giorni di agonia. Quella vicenda atroce si \u00e8 consumata in una Milano violenta, cupa, disperata. E diversa, certo, si dir\u00e0. Eppure, 40 anni dopo, capita ancora di leggere i commenti deliranti di chi minimizza, giustifica, di chi parla dei &#8220;fascisti&#8221;, capita che qualcuno manifesti ancora &#8220;contro&#8221;. Commenti agghiaccianti che ripercorrono la follia dell&#8217;antifascismo militante.<\/p>\n<p>E invece il ricordo di Ramelli dovrebbe\u00a0essere condiviso oggi. Ha ragione \u00a0l&#8217;ex ministro\u00a0<strong>Ignazio La Russa<\/strong> quando sostiene che deve essere offerto a tutti. Il sindaco di <strong>Milano<\/strong>, va detto, ha fatto la sua parte, portando una corona di fiori, anche se era senza fascia tricolore. Se diventa patrimonio condiviso la destra nostalgica pu\u00f2 liberarlo dallo spirito di fazione. E viceversa. Ricordare perch\u00e9? Perch\u00e9 ricordare Ramelli vuol dire rifiutare la violenza. E condannare l&#8217;assassinio di un giovane innocente, senza\u00a0&#8220;se&#8221;, &#8220;ma&#8221; o &#8220;anche se&#8221;.<\/p>\n<p><em>AlGia<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2015\/05\/RAMELLI.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-1998\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2015\/05\/RAMELLI-150x150.jpg\" alt=\"email silvestri - silvestri -\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sergio Ramelli \u00e8 stato la vittima innocente di un folle odio politico. E per questo merita di essere ricordato. Un&#8217;ovvieta? 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