{"id":2062,"date":"2015-09-09T13:24:48","date_gmt":"2015-09-09T13:24:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2062"},"modified":"2015-09-09T13:24:48","modified_gmt":"2015-09-09T13:24:48","slug":"renzi-ogni-promessa-e-un-debito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2015\/09\/09\/renzi-ogni-promessa-e-un-debito\/","title":{"rendered":"Renzi, ogni promessa \u00e8 un debito"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il presidente del Consiglio<\/strong> \u00e8 arrivato a <strong>Milano<\/strong> per constatare che le tasse sono troppo alte. Non era <strong>Massimo Catalano<\/strong>\u00a0(il mitico protagonista di &#8220;Quelli della notte&#8221; noto come il &#8220;re delle banalit\u00e0&#8221;, per esempio &#8220;E&#8217; meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anzich\u00e9 di un mostro, cretina e senza una lira&#8221;). No, era\u00a0<strong>Matteo Renzi<\/strong> che &#8211; evidentemente in vena di scoperte coraggiose &#8211; ha notato come il peso del fisco sia oggi una zavorra devastante per le imprese e un pensiero assillante delle famiglie. Lo ha fatto a <strong>Milano<\/strong>, attenzione, citt\u00e0 record per crescita della pressione fiscale, un po&#8217; per colpa dell&#8217;<strong>amministrazione comunale<\/strong> &#8211; che ha addirittura aumentato del 50% i biglietti dell&#8217;<strong>Atm<\/strong> &#8211; in parte per responsabilit\u00e0 degli stessi governi centrali, fra cui l&#8217;ultimo. Quel poco o niente di politiche economiche che sono state condotte negli ultimi anni, infatti, hanno seguito uno schema peculiare: recuperare risorse tagliando gli enti locali (o addirittura chiedendo soldi ai Comuni, trasformati in esattori). I suddetti enti locali non hanno avuto molte scelte: hanno aumentato a loro volta i tributi &#8211; lo ha fatto Milano con <strong>particolare zelo<\/strong> &#8211; o vendere, o tagliare i servizi. Lo scenario appena descritto sar\u00e0\u00a0destinato a ripetersi se Renzi porter\u00e0 fino in fondo la sua ultima promessa: eliminare la tassa sulla casa. La <strong>Uil<\/strong>, settore Casa appunto, ha calcolato cosa accadrebbe se venisse di punto in bianco a mancare, nelle casse dei <strong>Comuni<\/strong>, tutto il gettito derivante dalla Tasi: sarebbe\u00a0\u00absaggio e opportuno\u00bb &#8211; si legge nello studio &#8211;\u00a0che il premier staccasse \u00ab<strong>8mila assegn<\/strong>i intestati ai\u00a0Comuni\u00bb che andrebbero dai 524 milioni per Roma ai <strong>206 di Milano<\/strong> fino ai\u00a09 milioni per Reggio Calabria. Sono le risorse che\u00a0dovranno essere ridate ai sindaci per compensare l\u2019eliminazione della\u00a0tassazione sulla prima casa. La copertura certa \u00e8 \u00abvitale\u00bb, secondo gli studiosi del sindacato, per\u00a0evitare altre <strong>stangate locali<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il presidente del Consiglio \u00e8 arrivato a Milano per constatare che le tasse sono troppo alte. Non era Massimo Catalano\u00a0(il mitico protagonista di &#8220;Quelli della notte&#8221; noto come il &#8220;re delle banalit\u00e0&#8221;, per esempio &#8220;E&#8217; meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anzich\u00e9 di un mostro, cretina e senza una lira&#8221;). No, era\u00a0Matteo Renzi che &#8211; evidentemente in vena di scoperte coraggiose &#8211; ha notato come il peso del fisco sia oggi una zavorra devastante per le imprese e un pensiero assillante delle famiglie. 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