{"id":2180,"date":"2016-06-29T20:26:34","date_gmt":"2016-06-29T20:26:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2180"},"modified":"2016-06-29T20:27:25","modified_gmt":"2016-06-29T20:27:25","slug":"un-italiano-un-francese-e-un-tedesco-che-parlano-inglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2016\/06\/29\/un-italiano-un-francese-e-un-tedesco-che-parlano-inglese\/","title":{"rendered":"Un italiano, un francese e un tedesco che parlano inglese"},"content":{"rendered":"<p>Un italiano, un francese e un tedesco&#8230; Sembra il classico inizio della solita vecchia barzelletta tanto in voga qualche anno fa. Ma in questo caso continua cos\u00ec: &#8230;&#8221;scrivono un comunicato in inglese&#8221;. Fra i tanti effetti insondabili della <strong>Brexit<\/strong>, in effetti, ce n&#8217;\u00e8 uno un po&#8217; laterale, o secondario (ma neanche tanto). Un nodo che dovr\u00e0 essere sciolto, prima o poi,\u00a0a margine delle grandi discussioni su strascichi finanziari, pilastri istituzionali e mercato comune dopo l&#8217;uscita del Regno unito della Gran Bretagna. Stiamo parlando ovviamente del tema linguistico. Perch\u00e9 si d\u00e0 il caso, come prontamente rilevato da <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/e-ora-leuroparlamento-parla-lingua-extracomunitaria-1275788.html\">Francesco Maria Del Vigo sul Giornale<\/a>, che l&#8217;Unione europea, nei suoi palazzi del potere, oggi parli e scriva principalmente in una lingua che comunitaria non lo \u00e8 pi\u00f9, almeno nella sostanza del voto referendario\u00a0(le forme e i passaggi li vedremo poi, con i\u00a0tempi dell&#8221;exit&#8221;). La lingua extracomunitaria \u00e8 ovviamente quella di Sua Maest\u00e0. E accadono quindi fatti che oggi appaiono ancor pi\u00f9 bizzarri, come il testo in inglese che \u00e8 scaturito dall&#8217;incontro fra i capi dei governi di Francia, \u00a0Italia e Germania.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8\u00a0qualche italianofono e italianofilo che di\u00a0questi temi ha grande cura. Per esempio quegli irriducibili sognatori che sono gli esperantisti dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.eraonlus.org\/it\/\">Era, una piccola associazione della &#8220;galassia radicale&#8221;\u00a0<\/a>che continua a propugnare l&#8217;utopia dell&#8217;esperanto, la lingua artificiale dell&#8217;Europa unita. Al presidente dell&#8217;Era\u00a0Giorgio Pagano suona particolarmente strano, o peggio fastidioso, o incomprensibile, che si parli di ministro del<em> Welfare<\/em> o di <em>Job&#8217;s act<\/em>. Dev&#8217;essere dunque addirittura inaccettabile, per gli amanti\u00a0dell&#8217;italiano come Pagano, che nella <strong>Presidenza del Consiglio dei ministri si parli inglese\u00a0<\/strong>(a Roma, non in un anonimo grattacielo di Bruxelles nelle more delle trattative Ue-Gran Bretagna). E che sul sito di <strong>Palazzo Chigi<\/strong> (governo.it) venga pubblicato un documento <strong>esclusivamente in lingua inglese<\/strong>, appunto la dichiarazione congiunta fra <strong>Francois Hollande, Matteo Renzi e Angela Merkel<\/strong>. Difficile\u00a0dar torto agli esperantisti se si arrabbiano.\u00a0Ed \u00e8 difficile dar torto a Pagano quando pone il problema dei corsi universitari in lingua inglese nelle Universit\u00e0 pi\u00f9 prestigiose delle citt\u00e0 italiane, fra cui proprio <strong>Milano<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2016\/06\/viola.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-2181\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2016\/06\/viola-150x150.jpg\" alt=\"viola\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un italiano, un francese e un tedesco&#8230; Sembra il classico inizio della solita vecchia barzelletta tanto in voga qualche anno fa. Ma in questo caso continua cos\u00ec: &#8230;&#8221;scrivono un comunicato in inglese&#8221;. Fra i tanti effetti insondabili della Brexit, in effetti, ce n&#8217;\u00e8 uno un po&#8217; laterale, o secondario (ma neanche tanto). 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