{"id":2203,"date":"2016-08-01T05:26:34","date_gmt":"2016-08-01T05:26:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2203"},"modified":"2016-09-07T19:29:16","modified_gmt":"2016-09-07T19:29:16","slug":"serve-lalleanza-dellislam-moderato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2016\/08\/01\/serve-lalleanza-dellislam-moderato\/","title":{"rendered":"Serve l&#8217;alleanza dell&#8217;islam moderato"},"content":{"rendered":"<p>Serve un nome, un numero di telefono da chiamare, un indirizzo. Serve un<strong> volto dell\u2019islam moderato<\/strong>. Ne hanno bisogno Milano e soprattutto i musulmani che vivono e lavorano in citt\u00e0. L\u2019estenuante tema-moschee ha coinciso fin dall\u2019inizio con la difficolt\u00e0 di un dialogo chiaro con un interlocutore credibile. Nell\u2019era Pisapia, col piano dell\u2019assessore Pierfrancesco Majorino, al centro della scena c\u2019era il coordinamento dei centri islamici. Il Caim ha avuto oggettivamente successo e sovraesposizione mediatica. Oggi per\u00f2 attraversa la sua crisi di credibilit\u00e0. Ha rotto da anni i rapporti con la comunit\u00e0 ebraica, per esempio, ed \u00e8 gravato da una storia di polemiche e gaffe pesanti. L\u2019elezione di <strong>Sumaya Abdel Qader<\/strong> in Comune ha paradossalmente fatto emergere fragilit\u00e0 e divisioni interne al coordinamento. Pagando anche un prezzo personale, infatti, la responsabile Cultura Caim ha compiuto un passo decisivo: ha preso le distanze dai vertici dell\u2019associazione e ha condannato la repressione messa in atto dal regime turco. Il coordinatore <strong>Davide Piccardo<\/strong>, peraltro vicino alla scadenza del mandato, ha sempre scelto una linea molto meno chiara e meno accorta. Non sul jihadismo, sia chiaro, ma su Israele, la Turchia, l\u2019islam politico, questioni che hanno un peso anche dentro il Pd. Lo dimostrano i rari ma risoluti interventi di <strong>Lele Fiano<\/strong> o quelli dell\u2019ex pd <strong>Maryan Ismail<\/strong>, che pur senza delegittimare il Caim lo ha indicato come espressione dell\u2019islam \u00abideologico\u00bb. Ora \u00e8 dubbia anche la reale rappresentativit\u00e0 del Caim. \u00abLa maggioranza sta con noi &#8211; ha dichiarato il direttore di via Padova Mahmoud Asfa &#8211; con chi ha lavorato seriamente senza strumentalizzare tutto per finalit\u00e0 politiche\u00bb. Oggi alcuni esponenti dell\u2019islam milanese varcheranno la soglia di una chiesa per portare un messaggio di cordoglio e \u00abfraternit\u00e0\u00bb spirituale. La consigliera Abdel Qader \u00e8 a San Leonardo. L\u2019Ambrogino d\u2019oro Asfa ha scelto di farlo con un imam prestigioso &#8211; ma spesso solo &#8211; come <strong>Yahya Pallavicini<\/strong>, che lo ha sostenuto nel bando per le moschee. Ora che Sala ha platealmente azzerato il piano dell\u2019era Pisapia-Majorino, \u00e8 chiaro che serve un segnale forte. E l\u2019alleanza dell\u2019islam moderato, laico, non ideologico, pu\u00f2 essere una svolta che molti attendono.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2016\/07\/ismail.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-2205\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2016\/07\/ismail-150x150.jpg\" alt=\"ismail\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Serve un nome, un numero di telefono da chiamare, un indirizzo. Serve un volto dell\u2019islam moderato. Ne hanno bisogno Milano e soprattutto i musulmani che vivono e lavorano in citt\u00e0. L\u2019estenuante tema-moschee ha coinciso fin dall\u2019inizio con la difficolt\u00e0 di un dialogo chiaro con un interlocutore credibile. 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