{"id":2259,"date":"2016-11-13T22:11:25","date_gmt":"2016-11-13T22:11:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2259"},"modified":"2016-11-13T22:15:36","modified_gmt":"2016-11-13T22:15:36","slug":"lo-strano-caso-dellantifascismo-a-pavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2016\/11\/13\/lo-strano-caso-dellantifascismo-a-pavia\/","title":{"rendered":"Lo strano caso dell&#8217;antifascismo a Pavia"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>Pavia<\/strong> antifascista \u00e8 tornata in piazza, stasera. Con un nuovo <strong>corteo<\/strong>, le varie forze della sinistra hanno voluto organizzare\u00a0un presidio dopo i fatti del 5 novembre, che avevano avuto un&#8217;eco anche nazionale. Quella sera un corteo, autorizzato, aveva attraversato la citt\u00e0 per commemorare Emanuele Zilli, un militante della destra morto nel 1973 in un incidente stradale per qualcuno misterioso. Il fatto stesso che la<strong> destra<\/strong> fosse comparsa per le strade del centro era<strong> intollerabile<\/strong> per un pezzo di sinistra, che aveva voluto promuovere una contro manifestazione. L&#8217;Anpi aveva chiesto alla questura l&#8217;ok per un presidio in <strong>piazzale Ghinaglia<\/strong>, l&#8217;area appena oltre il ponte vecchio sul fiume, verso il caratteristico Borgo Ticino. Lo scopo dell&#8217;associazione dei partigiani era quello di presidiare un luogo simbolo della sinistra locale, Ferruccio Ghinaglia era infatti uno\u00a0dei primi martiri dell&#8217;antifascismo, un comunista pavese ucciso da\u00a0una squadraccia nel 1921. Il corteo di piazzale Ghinaglia non era mai stato autorizzato dalla questura, eppure si \u00e8 era tenuto. E quella sera Pavia, cittadina solitamente tranquilla, era piombata di colpo a un clima da anni da anni Settanta, con scontri e contrapposizioni che avevano bloccato un pezzo di citt\u00e0. Ne erano seguite polemiche a non finire, e avevano investito anche il sindaco, il solitamente defilato e sobrio Massimo Depaoli (Pd). Ne \u00e8 nato un putiferio mai visto sulle sponde del <strong>Ticino<\/strong>. E la sinistra pavese e lombarda si \u00e8 agitata per giorni, dopo il <strong>5 novembre<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>Ecco dunque l&#8217;ultimo capitolo, quello appena concluso, con un evento cui hanno partecipato 500 persone secondo gli organizzatori: &#8220;Ci\u00f2\u00a0che \u00e8 accaduto il 5 novembre a Pavia non ha precedenti nella storia locale degli ultimi decenni &#8211; ha scritto la rete convocando la manifestazione &#8211; Un presidio statico, pacifico e antifascista \u00e8 stato duramente represso dalla polizia in una dinamica di scellerata gestione dell\u2019ordine pubblico. Ma la Rete antifascista non si fa intimidire. Noi non ci fermiamo. Nessun cittadino democratico pu\u00f2 fermarsi&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questi i\u00a0proclami, ma la vicenda\u00a0ha infilato la sinistra in una <strong>situazione grottesca<\/strong>. Alcuni dei suoi pi\u00f9 noti esponenti locali, intanto, si sono trovati nell&#8217;imbarazzante posizione di partecipare a un&#8217;iniziativa che non aveva avuto un pieno via libera dalle autorit\u00e0 deputate a garantire la pubblica sicurezza. La cosiddetta Pavia antifascista, \u00e8 vero, ha protestato contro un corteo di autodichiarati\u00a0&#8220;camerati&#8221; (nei manifesti), e questo fa parte del suo tradizionale bagaglio culturale, ma l&#8217;allarme contro il pericolo antifascista incombente \u00e8 apparso anacroninistico o esagerato. E va detto che la manifestazione dell&#8217;estrema destra, per quanto non gradevole politicamente, non aveva creato problemi o danni (se non il disagio estetico di chi non tollera una sfilata definita paramilitare, per via dell&#8217;inquadramento dei manifestanti). Certo, qualcuno non a torto ricorda che in Italia esiste l&#8217;illecita apologia di fascismo, ma non si pu\u00f2 chiedere alle istituzioni di vietare manifestazioni politiche in previsione di un illecito che (ancora) non si \u00e8 verificato, fosse pure il controverso saluto romano. No, prefettura e questura hanno tenuto una condotta che sembra lineare. Il problema \u00e8 parso un altro: l&#8217;assurda pretesa della sinistra di cancellare fisicamente la presenza degli altri, della destra, a prescindere dall&#8217;andamento del corteo e dal suo esito. Un riflesso che fa riflettere su quanto l&#8217;antifascismo ideologico, alla fine, arrivi alla conclusione di negare le <strong>manifestazioni esteriori o folkloristiche<\/strong> del fascismo, senza comprendere le ragioni vere e profonde della libert\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2016\/11\/PAVIA.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-2261\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2016\/11\/PAVIA-150x150.jpg\" alt=\"PAVIA\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Pavia antifascista \u00e8 tornata in piazza, stasera. Con un nuovo corteo, le varie forze della sinistra hanno voluto organizzare\u00a0un presidio dopo i fatti del 5 novembre, che avevano avuto un&#8217;eco anche nazionale. 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