{"id":2566,"date":"2017-10-23T12:54:00","date_gmt":"2017-10-23T12:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2566"},"modified":"2017-10-23T13:25:18","modified_gmt":"2017-10-23T13:25:18","slug":"dalla-sinagoga-di-milano-a-mark-twain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2017\/10\/23\/dalla-sinagoga-di-milano-a-mark-twain\/","title":{"rendered":"Dalla sinagoga di Milano a Mark Twain"},"content":{"rendered":"<p>Sul <strong>Giornale<\/strong> di sabato,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/rosso-malpelo-1454760.html\">Paolo Guzzanti ha\u00a0tracciato da par suo\u00a0<\/a>il quadro della Palestina di seconda met\u00e0 di Ottocento, citando due grandi scrittori.<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Due scrittori &#8211; ha scritto &#8211; che non si conobbero mai, l&#8217;americano Mark Twain e l&#8217;italiano Edmondo De Amicis (l&#8217;autore del libro Cuore)&#8221;. Visitarono la Palestina &#8211;\u00a0ha spiegato\u00a0Guzzanti &#8211; e riferirono quel che avevano visto: una sassaia sterminata e disabitata, con pochi pastori, casematte militari turche che marcavano il territorio di una landa divisa in wilayat (provincie) con minuscole guarnigioni militari, pecore e capre, una terra in cui non viveva n\u00e9 poteva vivere alcun popolo&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quel che scrisse Mark Twain della Palestina, lo ricorda oggi il sito (filoisraeliano)\u00a0<strong>Linformale<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Una terra desolata &#8211; la descrisse cos\u00ec &#8211; fertile abbastanza ma lasciata interamente in balia ad erbacce in un\u2019espansione addolorata e silenziosa\u2026 Qui c\u2019\u00e8 una desolazione che nemmeno l\u2019immaginazione pu\u00f2 migliorare con lo sfarzo della vita e dell\u2019azione\u2026 Non abbiamo mai visto una persona durante tutto il nostro cammino\u2026 Difficile fu vedere un albero o un cespuglio. Persino gli ulivi e i cactus, amici dei terreni pi\u00f9 aridi, erano rari in quel paese<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tornando a\u00a0<strong>Guzzanti,<\/strong>\u00a0con la sua penna tocca magistralmente un nervo scoperto, che spesso resta sottaciuto per ragioni di correttezza politica e cautela &#8220;diplomatica&#8221;. L&#8217;esistenza o meno, prima della Seconda met\u00e0 del Novecento, di un\u00a0<strong>popolo palestinese<\/strong>\u00a0definito e riconosciuto come tale. Molti infatti, da parte filoisraeliana, mettono l&#8217;accento sulla difficolt\u00e0 di delineare la traccia di un&#8217;identit\u00e0 palestinese, un&#8217;identit\u00e0 contrassegnata da sentimenti nazionali e da una cultura o letteratura nazionale distinta da quella arabo-musulmana in generale. E Guzzanti ha completato cos\u00ec il suo quadro storico.<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;A Gerusalemme &#8211; ha concluso &#8211; vivevano ancora molte migliaia di ebrei che non avevano mai abbandonato la loro citt\u00e0 che avevano difeso insieme ai musulmani dagli attacchi dei crociati cristiani. I palestinesi come popolo non esistevano&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo problema storico che ruota intorno alla parola &#8220;palestinese&#8221; rimanda ad alcuni frammenti di storia di cui si trova traccia anche a Milano. In una delle sinagoghe cittadine, per esempio, quella di corso Lodi, \u00e8 possibile visionare i documenti rilasciati dalle autorit\u00e0 britanniche che governavano il mandato palestinese nell&#8217;immediato dopoguerra (lo fecero dal\u00a01920\u00a0e il\u00a01948, dopo la sconfitta dell&#8217;Impero ottomano\u00a0nella\u00a0Grande guerra). In questi documenti, che furono utilizzati dagli interessati per tornare in Terra d&#8217;Israele subito dopo la guerra e la tragedia della Shoah, la moglie di un soldato appartenente alla\u00a0Brigata ebraica viene qualificata come moglie di &#8220;soldato palestinese&#8221;, e questo &#8211; rimarchiamolo &#8211; nonostante egli fosse chiaramente ebreo. La stessa Brigata ebraica viene da molti ancora chiamata Brigata palestinese. Questo non significa ovviamente che non esistesse una certa presenza arabo-musulmana in quella che \u00e8 sempre stata chiamata Palestina e questo non significa\u00a0 certamente che non esista oggi il problema di garantire ai palestinesi, cos\u00ec come si sono andati rappresentando e come sono riconosciuti nel mondo, i diritti, la dignit\u00e0 e &#8211; se possibile &#8211; anche la legittima costruzione di uno Stato, se questa \u00e8 la loro legittima aspirazione democraticamente espressa. Tutto questo, tutto ci\u00f2 che da Twain a corso Lodi possiamo dedurre, significa invece, ovviamente, che non si pu\u00f2 negare una presenza ebraica in terra d&#8217;Israele, dal momento che \u00e8 attestata in ogni modo e in ogni tempo, dalla Bibbia in poi. E significa che \u00e8 doveroso\u00a0contestare le bufale che circolano grazie all&#8217;ignoranza e alla disinformazione, comprese quelle avallate dall&#8217;Unesco.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2017\/10\/palestinian.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-2570\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2017\/10\/palestinian-150x150.jpg\" alt=\"palestinian\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2017\/10\/palestinian.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-2570\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2017\/10\/palestinian-150x150.jpg\" alt=\"palestinian\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sul Giornale di sabato,\u00a0Paolo Guzzanti ha\u00a0tracciato da par suo\u00a0il quadro della Palestina di seconda met\u00e0 di Ottocento, citando due grandi scrittori. &#8220;Due scrittori &#8211; ha scritto &#8211; che non si conobbero mai, l&#8217;americano Mark Twain e l&#8217;italiano Edmondo De Amicis (l&#8217;autore del libro Cuore)&#8221;. 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