{"id":263,"date":"2013-11-08T13:21:41","date_gmt":"2013-11-08T13:21:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=263"},"modified":"2013-11-08T22:17:11","modified_gmt":"2013-11-08T22:17:11","slug":"ecco-la-foto-che-fa-vergognare-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2013\/11\/08\/ecco-la-foto-che-fa-vergognare-milano\/","title":{"rendered":"Ecco la foto che fa vergognare Milano"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"mceTemp\">\n<dl>\n<dt><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/11\/vergognaremilano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-267\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/11\/vergognaremilano-300x190.jpg\" alt=\"La pagina del Giornale di oggi\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/11\/vergognaremilano-300x190.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/11\/vergognaremilano.jpg 920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>Ecco\u00a0l&#8217;articolo firmato con <strong>Marta Bravi<\/strong> e uscito oggi sul <strong>Giornale<\/strong>, cronaca di Milano:<\/p>\n<blockquote><p>Milano, pomeriggio di novembre, via Tonale (stazione Centrale). Sono le 17 e sta per calare la sera. Una giovane donna \u00e8 sdraiata per terra, ha la testa appoggiata su quello che sembra un giaccone o uno zaino. Dorme. Probabilmente non \u00e8 lucida. \u00c8 nuda, ha il seno scoperto e si trova in mezzo a un cumulo di cartacce. Non sappiamo come e perch\u00e9 si sia adagiata cos\u00ec in mezzo ai rifiuti. E non sappiamo se sia arrivata prima o dopo di lei quell&#8217;auto rossa che, per via della prospettiva, sembra schiacciarla contro il muro. Per coincidenza \u00e8 stato il coordinatore cittadino di Fratelli d&#8217;Italia, Massimo Girtanner, ad accorgersi della scena. Ha chiamato i soccorsi ed \u00e8 stato subissato di domande, come accade a chi per primo segnala qualcosa di insolito o rilevante. \u00abEppure &#8211; dice &#8211; era davanti a un albergo e alla fermata dell&#8217;autobus. La gente passava e faceva finta di niente. Come se fosse normale\u00bb. \u00abLa Centrale &#8211; aggiunge &#8211; \u00e8 in balia di tutti. Noi andremo in piazza per dire basta\u00bb. Via Tonale in effetti \u00e8 quella di uno dei sottopassi. Risse e scippi non si contano. \u00c8 cos\u00ec da anni. Ma questa foto parla anche di altro.<br \/>\nCi sono immagini che dicono pi\u00f9 di quel che rappresentano. Vanno oltre la cronaca. Restano nell&#8217;immaginario collettivo perch\u00e9 catturano un clima particolare o un momento storico. Questa foto pu\u00f2 essere il simbolo della Milano di oggi. Una citt\u00e0 in cui una donna &#8211; chiunque essa sia &#8211; pu\u00f2 restare sola, nuda e abbandonata in mezzo a una strada frequentatissima a due passi dal centro e dai nuovi quartieri. Ma non c&#8217;\u00e8 spazio per la retorica su emarginazione e nuove povert\u00e0. Non si pu\u00f2 girare la frittata col buonismo, ne abbiamo sentito fin troppo. La stazione, dopo i lavori, oggi al suo interno \u00e8 un&#8217;ottima galleria commerciale. Ma basta mettere il naso fuori e si fa i conti con il peggior degrado che si sia visto da tanti anni a questa parte. E il degrado \u00e8 insieme causa ed effetto del degrado sociale. Certo, buttarla in politica \u00e8 sbagliato. Ma la zona era stata recuperata, almeno dal punto di vista della sicurezza e dell&#8217;ordine estetico, e quel recupero \u00e8 stato vanificato in pochi mesi. Ora sar\u00e0 forse strumentale stabilire un nesso di causa-effetto fra il ritorno del degrado diffuso e questa immagine di abbandono, solitudine e miseria. Per\u00f2 qualcuno deve dirci qual \u00e8 la ricetta, qual \u00e8 la linea, cosa si sta facendo e perch\u00e9. Ieri si \u00e8 chiuso il bando per le ronde sociali del Comune e hanno risposto in 12. Bene? Meglio di niente. Ma la sinistra ha vinto le elezioni anche con il no alle politiche \u00absecuritarie e repressive\u00bb. Sosteneva e sostiene che la sicurezza produce \u00abpesanti effetti di criminalizzazione e di stigmatizzazione di persone e categorie sociali\u00bb. Avvertiva che \u00aba furia di etichettare un quartiere o una periferia come luogo pericoloso e insicuro lo si trasforma in ghetto, in una trappola da cui \u00e8 difficile per chiunque uscire\u00bb. Aveva promesso misure per \u00abcombattere il degrado, rivitalizzare strade, piazze, quartieri\u00bb, per permettere a cittadini e associazioni di \u00abriappropriarsi degli spazi\u00bb. Per ora abbiamo visto smantellare quel che era stato fatto prima. Ma l&#8217;arcobaleno di una citt\u00e0 pi\u00f9 buona e pi\u00f9 giusta che era sorto come un presagio in un venerd\u00ec preelettorale di maggio sembra tramontato intorno alle 17 di un pomeriggio di novembre, in via Tonale.<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ecco\u00a0l&#8217;articolo firmato con Marta Bravi e uscito oggi sul Giornale, cronaca di Milano: Milano, pomeriggio di novembre, via Tonale (stazione Centrale). Sono le 17 e sta per calare la sera. Una giovane donna \u00e8 sdraiata per terra, ha la testa appoggiata su quello che sembra un giaccone o uno zaino. Dorme. Probabilmente non \u00e8 lucida. \u00c8 nuda, ha il seno scoperto e si trova in mezzo a un cumulo di cartacce. Non sappiamo come e perch\u00e9 si sia adagiata cos\u00ec in mezzo ai rifiuti. 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