{"id":2724,"date":"2018-05-26T21:16:33","date_gmt":"2018-05-26T21:16:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2724"},"modified":"2018-05-26T21:16:33","modified_gmt":"2018-05-26T21:16:33","slug":"non-sono-samurai-invincibili-erano-solo-assassini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2018\/05\/26\/non-sono-samurai-invincibili-erano-solo-assassini\/","title":{"rendered":"&#8220;Non sono samurai invincibili&#8221;. Erano solo assassini"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Walter Tobagi<\/strong>, 38 anni fa. Lo ricorda cos\u00ec <strong>Giancarlo Perego<\/strong>, grande cronista, colonna del Corriere della Sera &#8211; dove \u00e8 stato a lungo capocronista &#8211; oggi fondatore e &#8220;direttore volontario&#8221; del Bullone della Sera. &#8220;Un collega di 7 &#8211; scrive &#8211; mi ha girato questa fotografia. 28 maggio 1980,via Salaino a Milano. Coperto da un lenzuolo il corpo di Walter Tobagi, inviato speciale del Corriere della Sera e presidente dell\u2019Associazione giornalisti della Lombardia. Walter \u00e8 appena stato assassinato da quattro terroristi (oggi tutti liberi). Una giornata terribile per tutti. Walter ho imparato a conoscerlo nel 1978 quando sono entrato nel cdr del Corriere in rappresentanza dei corrispondenti locali e dei\u00a0<span class=\"text_exposed_show\">collaboratori articolo 2. Tobagi faceva gi\u00e0 parte del cdr. Anche se in minoranza, quando parlava diventava difficile ribattere. Una marcia in pi\u00f9. Pi\u00f9 colto, aveva metodo, non perdeva mai la calma. Cattolico, riformista, socialista, ma soprattutto un giornalista. Un solo grande punto fermo: l\u2019autonomia professionale. Autonomia dai partiti, dalla finanza, dai poteri. Un\u2019ossessione. Nelle tante riunioni alla Colline pisane, in preparazione di incontri con editori o assemblee, Walter e i suoi amici hanno sempre messo al centro di ogni pensiero e ogni azione sindacale, il giornalista. Sempre. Ero l\u00ec. Erano momenti un cui s\u2019imparava molto. Non si pu\u00f2 &#8216;sentirsi&#8217; un giornalista perch\u00e9 in fondo ad un articolo c\u2019\u00e8\u2019 la tua firma. C\u2019\u00e8 l\u2019etica, l\u2019autonomia, l\u2019approfondimento, la verifica, la qualit\u00e0 delle fonti e tante altre cose. Un giornalismo di servizio. Tobagi voleva prima capire bene e poi spiegare. Come spiego\u2019 benissimo qualche settimana prima di essere ucciso sul Corriere che i \u201cterroristi non sono samurai invincibili\u201d. Permettetemi di trascrivere una frase di Walter: &#8230;.non sono le parole tonanti, ma i comportamenti di ogni giorno che modificano le situazioni, danno senso all\u2019impegno sociale&#8230;.\u201d. S\u00ec, senza paure da una parte sola, quella dei lettori (da recuperare) e dei giornalisti. Grazie Walter&#8221;.<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>E proprio &#8220;non sono samurai invincibili&#8221; \u00e8 il titolo di un evento dedicato a questa straordinaria\u00a0figura di eroe borghese: &#8220;Walter Tobagi: ricordo di un giornalista scomodo&#8221;. Il 30 maggio nella sala consiliare del Municipio 2 di Milano, in viale Zara 100, il convegno. &#8220;Il suo ultimo articolo &#8216;Non sono samurai invincibili &#8216; &#8211; dice l&#8217;organizzatore <strong>Marzio Nava<\/strong>, giornalista e assessore\u00a0municipale alla Cultura &#8211; \u00e8 un urlo e un monito a tutti a non abbassare la guardia contro la violenza e il terrore brigatista affermando con chiarezza che il tentativo brigatista di &#8216;conquistare l&#8217;egemonia nelle fabbriche&#8217; stava fallendo. Tobagi aveva scritto, per molto tempo, delle interessanti inchieste ed alcuni accurati articol<span class=\"text_exposed_show\">i sulle Brigate rosse, sviscerando in maniera molto lucida la loro genesi, la loro azione ed anche analizzando i vari radicamenti ed appoggi su cui potevano contare nelle fabbriche. D<\/span>a quel lontano mattino del 28 maggio 1980 il nome di Tobagi \u00e8 diventato il punto di riferimento di chi cerca quotidianamente di difendere la libert\u00e0 di stampa e il lavoro di giornalista. Di quella triste vicenda sono rimaste ancora troppe perplessit\u00e0 e zona d\u2019ombra che purtroppo l\u2019iter processuale non \u00e8 riuscito a chiarire. Di Walter Tobagi ci restano ora solo i suoi scritti, i suoi articoli e le sue inchieste&#8221;. Su questo e altro ancora si confronteranno nel dibattito il direttore del Corriere della Sera<strong>\u00a0Luciano Fontana<\/strong>,\u00a0e\u00a0<strong>Ugo Finetti<\/strong>, gi\u00e0\u00a0capogruppo del Psi a Palazzo Marino poi vicepresidente della Regione Lombardia e\u00a0presidente del consiglio regionale, l&#8217;assessore alla Cultura del Comune di Milano\u00a0<strong>Filippo Del Corno\u00a0<\/strong>e <strong>Renzo Magosso<\/strong>, giornalista autore del libro inchiesta \u201cLe carte di Moro, Perch\u00e9 Tobagi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Walter Tobagi, 38 anni fa. Lo ricorda cos\u00ec Giancarlo Perego, grande cronista, colonna del Corriere della Sera &#8211; dove \u00e8 stato a lungo capocronista &#8211; oggi fondatore e &#8220;direttore volontario&#8221; del Bullone della Sera. &#8220;Un collega di 7 &#8211; scrive &#8211; mi ha girato questa fotografia. 28 maggio 1980,via Salaino a Milano. 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