{"id":275,"date":"2013-11-10T14:26:39","date_gmt":"2013-11-10T14:26:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=275"},"modified":"2013-11-10T14:41:42","modified_gmt":"2013-11-10T14:41:42","slug":"una-milano-triste-e-impaurita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2013\/11\/10\/una-milano-triste-e-impaurita\/","title":{"rendered":"Una Milano triste e impaurita"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_267\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/11\/vergognaremilano.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-267\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-267\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/11\/vergognaremilano-300x190.jpg\" alt=\"La pagina del Giornale di oggi\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/11\/vergognaremilano-300x190.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/11\/vergognaremilano.jpg 920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-267\" class=\"wp-caption-text\">La foto pubblicata sul &quot;Giornale&quot;<\/p><\/div>\n<p>Si discute ancora della foto che ritrae una donna, abbandonata sola e seminuda in stazione Centrale, in mezzo ai rifiuti. Ecco come ieri ha commentato la vicenda <strong>Antonio Ruzzo<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>C&#8217;\u00e8 una donna a seno nudo abbandonata sul marciapiede vicino alla stazione centrale. Forse dorme, ma la foto non d\u00e0 certezze. La certezza \u00e8 il degrado che le sta attorno. Pattumiera, un bicchiere di carta buttato l\u00ec, altre schifezze. La gente cammina, parcheggia fa le sue cose e passa oltre. Come se nulla fosse continua nella sua quotidianit\u00e0 indifferente. Non so se questa sia la foto di Milano. Per\u00f2 \u00e8 un&#8217;immagine e se ne possono trovare anche tante altre. A cominciare da quella raccontata ieri sulle pagine di cronaca di Repubblica. La storia, pi\u00f9 o meno, \u00e8 la stessa. C&#8217;\u00e8 una donna accasciata sul cofano di un&#8217;auto vicino a piazza Sant&#8217;Ambrogio. Sta male. E&#8217; abbandonata a se stessa, inchiodata dai dolori al petto che una malattia del sistema immunitario le provoca. Non morir\u00e0, ma lo sa solo lei che \u00e8 anche un medico. Chi le passa accanto per\u00f2 non si ferma per aiutarla. N\u00e9 le mamme che escono dalla scuola con i bimbi, n\u00e9 gli studenti che vanno e vengono dalla Cattolica, n\u00e9 i passanti. Nessuno. Nessuno che abbia un sussulto. Nessuno che chiami un&#8217;ambulanza. E&#8217; una citt\u00e0 immobile questa dove la gente finge di non accorgersi delle cose che accadono. Dove quasi tutti decidono di non fare, soccorrere, aiutare, interessarsi per evitare seccature, guai, magari un pugno o una coltellata. Certo, ci sono una sacco di persone che si rimboccano le maniche da volontari, che danno una mano e meno male che ci sono. Ma qui stiamo parlando del popolo che cammina per strada, viaggia in metr\u00f2, chatta sui telefonini e passa oltre.<\/p>\n<p>Si discute tanto di diritti civili, si fanno battaglie per i registri pi\u00f9 vari, per i deboli, gli ultimi, si parla sempre di solidariet\u00e0 ma poi quando bisogna agire non si trova pi\u00f9 nessuno. Si defilano tutti. Per l&#8217;assessore ai Servizi sociali Pierfrancesco Majorino, Milano \u00e8 una citt\u00e0 a due facce che tanto fa e che molto se ne frega. E in parte ha ragione. Per\u00f2 Milano \u00e8 diventata anche una citt\u00e0 che ha paura e non vuole guai. Una citt\u00e0 che si fa i fatti suoi perch\u00e9 molto spesso chi si impiccia finisce male, perch\u00e9 valgono pi\u00f9 la prepotenza del senso civico, le maniere forti sulla buona educazione. E cos\u00ec sceglie di restare immobile davanti a una donna abbandonata, sofferente, aggredita in mezzo a una strada perch\u00e9 pensa di sollevarsi la coscienza e di mettersi al riparo da una serie molto probabile di grane. Certo non solo Milano. E&#8217; successo anche altrove, anche su una spiaggia dove la gente continuava a spalmarsi i solari e a fare il bagno a fianco di un cadavere coperto da un lenzuolo.<\/p>\n<p>Ma la fotografia della donna sdraiata seno nudo in mezzo al pattume della Centrale si \u00e8 portata dietro una valanga di commenti sul sito del \u00abGiornale\u00bb. Tanti indignati con chi ci amministra, molti che ci accusano di aver utilizzato quell&#8217;immagine per un fine strumentale. In realt\u00e0 una riflessione toccherebbe a tutti. Le storie di quelle due donne abbandonate sono due immagini di come \u00e8 diventata Milano. E far finta di non vederle \u00e8 solo ipocrisia.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si discute ancora della foto che ritrae una donna, abbandonata sola e seminuda in stazione Centrale, in mezzo ai rifiuti. Ecco come ieri ha commentato la vicenda Antonio Ruzzo: C&#8217;\u00e8 una donna a seno nudo abbandonata sul marciapiede vicino alla stazione centrale. Forse dorme, ma la foto non d\u00e0 certezze. La certezza \u00e8 il degrado che le sta attorno. Pattumiera, un bicchiere di carta buttato l\u00ec, altre schifezze. La gente cammina, parcheggia fa le sue cose e passa oltre. Come se nulla fosse continua nella sua quotidianit\u00e0 indifferente. Non so se questa sia la foto di Milano. 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