{"id":2789,"date":"2019-01-12T21:45:16","date_gmt":"2019-01-12T21:45:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2789"},"modified":"2019-01-12T21:51:26","modified_gmt":"2019-01-12T21:51:26","slug":"due-anni-dopo-averlo-esautorato-il-pd-richiama-nahum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2019\/01\/12\/due-anni-dopo-averlo-esautorato-il-pd-richiama-nahum\/","title":{"rendered":"Due anni dopo averlo esautorato, il Pd richiama Nahum"},"content":{"rendered":"<p>Due anni dopo, il Pd rimedia. Era il 7 ottobre del 2016: quel giorno<strong> Daniele Nahum<\/strong> era stato sostanzialmente cacciato dalla segreteria del partito di Milano, nel quale era delegato alla Cultura. Molte cose sono cambiate da allora, ma in quei giorni Nahum &#8211; coscienza critica del partito &#8211; si era visto ritirare quelle deleghe dall&#8217;allora segretario <strong>Pietro Bussolati<\/strong>. Lo aveva raccontato lui stesso, contestando non tanto la decisione quanto le forme e \u00ablo stile\u00bb con cui era stata presa e comunicata, o meglio non-comunicata. \u00abNon mi \u00e8 arrivata n\u00e9 una telefonata n\u00e9 una email &#8211; scrisse allora &#8211; tanto meno mi \u00e8 stato detto quali sarebbero le motivazioni di carattere politico di questa scelta. Niente di male, ognuno ha il proprio stile nel comunicare le sue legittime decisioni\u00bb.<\/p>\n<p>Daniele Nahum, che militava nel Pd da tre anni (in precedenza era stato vicepresidente e portavoce della Comunit\u00e0 ebraica) era allora politicamente vicino a <strong>Stefano Boeri<\/strong>, gi\u00e0 avversario di <strong>Giuliano Pisapia<\/strong> alle primarie 2010, poi assessore alla\u00a0<span style=\"color: #000000\">Cultura<\/span>. Nell&#8217;area di Boeri e Nahum, diverse voci critiche si erano levate nei confronti del Comune sul tema moschee, ovvero sui piani del Comune in materia di nuovi luoghi di culto da realizzare in citt\u00e0. E proprio i rapporti fra il Pd e il Coordinamento dei centri islamici erano stati al centro di una polemica che qualche mese prima, ad agosto, si \u00e8 aperta fra\u00a0<span style=\"color: #000000\">Nahum<\/span>\u00a0e il segretario Bussolati, in seguito all&#8217;ormai famoso caso-poligamia, il matrimonio di un uomo con pi\u00f9 donne, istituto islamico chiesto a gran voce da\u00a0<strong>Hamza Piccardo, fondatore dell&#8217;Ucoii<\/strong>\u00a0nonch\u00e9 padre di Davide, leader del <strong>Caim<\/strong>.\u00a0<span style=\"color: #000000\">Nahum<\/span>\u00a0criticava apertamente, in quei giorni, l&#8217;interlocuzione fra Pd e Caim. E in occasione di quelle polemiche Bussolati lo aveva rimproverato platealmente, ma il delegato alla Cultura\u00a0<span style=\"color: #000000\">avev<\/span>a tenuto il punto. Quel dissidio per\u00f2 aveva pesato, evidentemente, nel momento in cui il segretario\u00a0si era trovato a riassegnare gli incarichi. Il caso delle deleghe aveva fatto molto discutere, anche perch\u00e9 pochi mesi prima un&#8217;altra &#8220;liberal&#8221;, <strong>Maryan Ismail<\/strong>, aveva lasciato il partito accusandolo di aver scelto l&#8217;ala &#8220;oscurantista&#8221; dell&#8217;islam.<\/p>\n<p>Due anni sono passati, due anni in cui Nahum ha continuato a militare nel Pd (se pur con posizioni in parte diverse nella geografia interna del partito). Dopo due anni, la decisione che ricompone la vicenda \u00e8 arrivata\u00a0ieri, durante la Direzione metropolitana del Pd milanese. &#8220;Voglio ringraziare pubblicamente la nostra segretaria\u00a0<strong>Silvia Roggiani<\/strong>\u00a0per la fiducia (spero di ripagarla). Non era una nomina scontata &#8211; ha commentato Nahum &#8211; Detto questo, interpreto il concetto di cultura in modo molto aperto. Non la confineremo solo all\u2019interno del Partito ma cercheremo di fare iniziative aperte a tutta la cittadinanza (senza distinzione di tessere o colore politico) dell\u2019area metropolitana. Sar\u00f2 aperto ad ogni vostro consiglio e chi vorr\u00e0 darci una mano avr\u00e0 la porta della Federazione aperta&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2019\/01\/nahum.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-2791\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2019\/01\/nahum-150x150.jpg\" alt=\"nahum\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2019\/01\/nahum-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2019\/01\/nahum-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2019\/01\/nahum.jpg 716w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Due anni dopo, il Pd rimedia. Era il 7 ottobre del 2016: quel giorno Daniele Nahum era stato sostanzialmente cacciato dalla segreteria del partito di Milano, nel quale era delegato alla Cultura. 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