{"id":2893,"date":"2019-10-10T08:49:41","date_gmt":"2019-10-10T08:49:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2893"},"modified":"2019-10-10T09:03:33","modified_gmt":"2019-10-10T09:03:33","slug":"fanatici-e-vigliacchi-attaccano-gli-ebrei-quando-pregano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2019\/10\/10\/fanatici-e-vigliacchi-attaccano-gli-ebrei-quando-pregano\/","title":{"rendered":"Fanatici e vigliacchi attaccano gli ebrei quando pregano"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\u00abEra un nostro bambino, un bambino italiano\u00bb. Parole del discorso di insediamento di Sergio <strong>Mattarella<\/strong> al Quirinale. Era solo un bambino <strong>Stefano Gaj Tach\u00e9<\/strong>, e il 9 ottobre 1982 fu ucciso solo perch\u00e9 ebreo. Sono passati 37 anni esatti. Anche in quel caso gli ebrei furono colpiti in un giorno di preghiera, in quel caso da un commando palestinese. Trentanove anni prima, in un altro giorno di ottobre, nel 1943 a Roma, oltre mille ebrei erano stati <strong>rastrellati e molti morirono nei campi di sterminio<\/strong>. Da allora, molti ebrei considerano \u00abnon farti uccidere\u00bb l\u2019undicesimo comandamento, e questa \u00e8 la storia recente di Israele e della sua forza, che l&#8217;Europa, l&#8217;Onu e la sinistra mondiale considerano di per s\u00e9 una colpa, non comprendendo come la forza del giusto sia una benedizione.<\/div>\n<div dir=\"ltr\">Non farti uccidere, dunque. Lo sanno i loro odiatori, siano essi estremisti arabi, nazisti o fanatici islamisti. E anche per questo li colpiscono quando sono vulnerabili: quando pregano. Questa la storia della \u00abguerra del <strong>Kippur<\/strong>\u00bb, scatenata improvvisamente nel 1973 dai Paesi arabi. Anche ieri era Kippur, anche ad Halle, in Sassonia. Nell\u201982 era <em>shabbat<\/em>, il sabato, ma a Roma era anche il <em>bar mitzvah<\/em> di un gran numero di giovani che passavano alla maggiorit\u00e0 religiosa. Ed era <em>Shemini Atzeret<\/em>. Festa. Nel tempio c\u2019erano centinaia di persone, molti bambini. Tra questi Stefano, e il fratello maggiore <strong>Gady<\/strong>, che fu ferito come 40 altre persone.<\/div>\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n<div dir=\"ltr\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2019\/10\/stefano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-2897\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2019\/10\/stefano-150x150.jpg\" alt=\"stefano\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/div>\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n<div dir=\"ltr\">Non avevano alcuna \u00abcolpa\u00bb ovviamente, se non quella di trovarsi l\u00ec davanti alla sinagoga di Roma, in quel 1982 che fu anche l\u2019apice di una campagna di demonizzazione contro gli ebrei italiani, delirante strascico ideologico dopo i controversi fatti di Sabra e Shatila che avevano coinvolto Israele, intenzionata difendersi appunto e furono indebitamente addebitati all\u2019intero ebraismo, tanto che il 25 giugno, nel corso di una manifestazione con slogan antisemiti, dei sindacalisti scaraventarono una bara davanti alla sinagoga. E l\u00ec, alla sinagoga inspiegabilmente sguarnita nonostante gli allarmi, pochi mesi dopo quel commando arriv\u00f2 scaricando mitra e lanciando granate. In pochi attimi fu l\u2019inferno: l\u2019Italia, e la comunit\u00e0 ebraica italiana, subirono quello che \u00e8 stato il pi\u00f9 grave attentato antisemita della nostra storia. Il presidente del Consiglio di allora, <strong>Giovanni Spadolini<\/strong>, si precipit\u00f2 al \u00abghetto\u00bb da amico degli ebrei. Era stato l\u2019unico, un mese prima, a rifiutarsi di ricevere<strong> Yasser Arafat<\/strong>, l\u2019ambiguo leader palestinese che era stato accolto in Italia con tutti gli onori, anche dal Quirinale. Tale la tensione che il rabbino capo Elio Toaff, massima autorit\u00e0 morale dell\u2019ebraismo italiano, alla vigilia della cerimonia disse al presidente <strong>Sandro Pertini<\/strong> che non avrebbe potuto garantire la sua incolumit\u00e0 ai funerali di Stefano. Due partigiani, il rabbino capo e il presidente, discutevano da pari a pari sulle responsabilit\u00e0 istituzionali di quel dramma. Il giorno prima delle esequie, il grande architetto <strong>Bruno Zevi<\/strong>, azionista e radicale, pronunci\u00f2 in Campidoglio un durissimo atto d\u2019accusa contro il suo Paese, l\u2019Italia. Quella <strong>ferita<\/strong>\u00a0del 1982 fu rimarginata lentamente, anche con la visita in sinagoga di <strong>Giovanni Paolo II<\/strong>, che chiam\u00f2 gli ebrei &#8220;i nostri fratelli maggiori&#8221;.<\/div>\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n<div dir=\"ltr\">Dal 2007 il <strong>largo davanti al tempio<\/strong> porta il nome di Stefano Gaj Tach\u00e9. Il fratello, Gady, nel 2017 ha scritto queste parole: \u00abA quest\u2019ora 35 anni fa ero ancora un ragazzino felice, non sapevo cosa sarebbe successo l&#8217;indomani. Fino a qualche anno fa ho partecipato da spettatore a tutte le commemorazioni. E ogni volta tornavo a casa deluso dal fatto di non aver avuto la forza di parlare in pubblico per gridare al mondo la mia rabbia. Cos\u00ec tornavo a casa e sfogavo le mie emozioni suonando la chitarra. Fu in una di queste occasioni che a 17 anni scrissi una canzone\u00bb. La canzone si intitola \u00abLittle Angel\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abEra un nostro bambino, un bambino italiano\u00bb. Parole del discorso di insediamento di Sergio Mattarella al Quirinale. Era solo un bambino Stefano Gaj Tach\u00e9, e il 9 ottobre 1982 fu ucciso solo perch\u00e9 ebreo. Sono passati 37 anni esatti. Anche in quel caso gli ebrei furono colpiti in un giorno di preghiera, in quel caso da un commando palestinese. Trentanove anni prima, in un altro giorno di ottobre, nel 1943 a Roma, oltre mille ebrei erano stati rastrellati e molti morirono nei campi di sterminio. 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