{"id":2918,"date":"2020-01-23T14:22:40","date_gmt":"2020-01-23T14:22:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=2918"},"modified":"2020-01-24T15:59:46","modified_gmt":"2020-01-24T15:59:46","slug":"liliana-segre-almirante-e-salvini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2020\/01\/23\/liliana-segre-almirante-e-salvini\/","title":{"rendered":"Liliana Segre, Almirante e Salvini"},"content":{"rendered":"<p>Il fatto che l\u2019intitolazione di una via a Giorgio Almirante, a Verona, abbia coinciso con la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, rende tutto pi\u00f9 complicato, e certo non si possono mettere sullo stesso piano, storicamente, un torto e una ragione. Ci\u00f2 premesso, si pu\u00f2 forse provare a ragionare, andando oltre il corto-circuito della cronaca.<\/p>\n<p>Nessuno come la senatrice a vita Segre, oggi, ha l\u2019autorevolezza e la forza per unire, e quindi per riconciliare l\u2019Italia con se stessa. Certo, non \u00e8 pensabile che Liliana Segre si riconcili col Fascismo o con le infami leggi razziali, o che riabiliti quell\u2019oscuro redattore della \u201cDifesa della razza\u201d che \u00e8 stato il giovane Almirante. Sarebbe ingiusto per noi, prima che per lei. Allo stesso modo non si possono e non si devono legittimare gli attuali, patetici nostalgici del Regime.<\/p>\n<p>Cosa ben diversa, per\u00f2, sarebbe riconoscere un pezzo della destra che viene dal Msi e che da quella pagina orrenda del razzismo fascista ha preso chiaramente le distanze, fino a condannarla nettamente. Si tratta di valorizzare quella condanna, che c\u2019\u00e8 stata, riconoscendo quel percorso che dal post-fascismo, tenendosi alla larga dagli estremismi, ha condotto alla democrazia, al \u201cgioco\u201d delle istituzioni parlamentari, e oltretutto a\u00a0posizioni apertamente filo israeliane.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 dimenticare che Marco Pannella, il radicale, il nonviolento, l\u2019antifascista che metteva in guardia dal \u201cfascismo degli antifascisti\u201d, invitato al tredicesimo congresso del Msi-Dn, il 20 febbraio 1982 and\u00f2 a dire a quella platea: \u201cIl fascismo non \u00e8 qui!\u201d, suscitando nella sala un evidente imbarazzo che Almirante stesso dovette risolvere assicurando che invece no, il fascismo era l\u00ec. Era chiaramente un artificio retorico, propaganda, e in ogni caso gi\u00e0 da molti anni, l\u00ec, di quell\u2019antisemitismo non c\u2019era pi\u00f9 traccia, e questo potrebbe\u00a0confermarlo e spiegarlo meglio chi &#8211; meglio del sottoscritto &#8211; conosce bene la storia di quella destra. Nel 1967 Almirante gi\u00e0 spiegava che quell\u2019antisemitismo era \u201ccompletamente superato, per ragioni umane, per ragioni concettuali\u201d. Lo disse con rigore e pudore, mentre altri, anche a sinistra, praticarono l\u2019infingimento e il silenzio opportunista.<\/p>\n<p>Questa storia andrebbe riscoperta in pieno. Questa, andrebbe riconosciuta e rispettata. E meriterebbe un riconoscimento. Ignazio La Russa l\u2019ha ricordata bene ieri, ricordando che la\u00a0destra \u201cfiglia di Almirante ha \u201cpi\u00f9 convintamente e decisamente di tanti altri \u00a0condannato senza se e senza ma le leggi razziali e qualunque discriminazione razziale\u201d. Nel Consiglio regionale della Lombardia, due giorni fa, Viviana Beccalossi ha detto ad alta voce: \u201cAlle leggi razziali guardo con orrore\u201d. In una recente intervista al Giornale, Riccardo De Corato ha spiegato: che \u201cAlmirante prese le distanze, fu una brutta pagina che mai n\u00e9 il Msi n\u00e9 An hanno mai condiviso, l&#8217;abbiamo denunciata come la peggiore della nostra storia e non abbiamo mai avuto problemi a dirlo nelle piazze, nei congressi, sempre\u201d. A sinistra c\u2019\u00e8 (stata) un\u2019onest\u00e0 intellettuale paragonabile a questa, sugli orrori del Comunismo e le complicit\u00e0 della sinistra italiana?<\/p>\n<p>La questione \u00e8 ovviamente delicata, da non affrontare con l\u2019accetta, ma la riconciliazione &#8211; nella verit\u00e0 &#8211; alla fine rafforza tutti e rafforza la democrazia. Offrire una mano tesa, un gesto di dialogo, avrebbe un valore storico. Le contrariet\u00e0 ci sono, anche comprensibili, ma il tema-antisemitismo non dovrebbe essere usato con l\u2019intenzione di dividere ed escludere, e soprattutto non ha titolo per farlo chi, a sinistra, finge di non vedere il problema delle vie intestate a Stalin, che fu ferocemente antisemita, e ai suoi complici politici, anche italiani.<\/p>\n<p>L\u2019antisemitismo \u00e8 una piaga, e non si pu\u00f2 accettare che venga maneggiato con strumentalit\u00e0 e disinvoltura da chi intende solo mettere in difficolt\u00e0 la destra o la Lega, che peraltro oggi \u00e8 il partito pi\u00f9 filosionista d\u2019Europa, ha fatto approvare una mozione sacrosanta contro il boicottaggio di Israele &#8211; la mozione Senna &#8211; e da molti viene vista non come uno spauracchio ma come un argine nei confronti dei nuovi pericoli, che oggi in Europa e al di l\u00e0 delle Alpi, non vengono da destra ma dal fanatismo religioso islamista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il fatto che l\u2019intitolazione di una via a Giorgio Almirante, a Verona, abbia coinciso con la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, rende tutto pi\u00f9 complicato, e certo non si possono mettere sullo stesso piano, storicamente, un torto e una ragione. 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