{"id":3166,"date":"2023-10-14T19:37:47","date_gmt":"2023-10-14T19:37:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=3166"},"modified":"2023-10-14T19:47:21","modified_gmt":"2023-10-14T19:47:21","slug":"il-sol-dellavvenire-di-moretti-e-insincero-e-bruttino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2023\/10\/14\/il-sol-dellavvenire-di-moretti-e-insincero-e-bruttino\/","title":{"rendered":"Il Sol dell&#8217;avvenire di Moretti \u00e8 insincero e bruttino"},"content":{"rendered":"<p>Il &#8220;Sol dell&#8217;avvenire&#8221;? Bruttino. Il film di\u00a0Nanni Moretti Non lascia il segno. E non per ragioni politiche. O meglio, non solo per quelle.<\/p>\n<p>Visto su Sky appena uscito, il film \u00e8 oggettivamente deludente, anche per gli estimatori di Moretti. E delude su pi\u00f9 fronti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2023\/10\/ilsol-dellavvenire.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-3170\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2023\/10\/ilsol-dellavvenire-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Partiamo da qui: &#8220;Le parole sono importanti&#8221; diceva Moretti. Anche i film sono importanti, pi\u00f9 delle idee: la qualit\u00e0 di un prodotto autoriale \u00e8 pi\u00f9 importante di ci\u00f2 che pensa l&#8217;autore. Vale per i registi e vale anche per l&#8217;eletta schiera dei cantautori: ci\u00f2 che conta \u00e8 che le canzoni siano belle, che le parole siano evocative.\u00a0Un modo laico di guardare uno spettacolo \u00e8 farselo piacere &#8211; oppure no &#8211; a prescindere dal personaggio.<\/p>\n<p>Moretti non pu\u00f2 essere un&#8217;eccezione. E ne ha fatte di cose belle, al di l\u00e0 della sovrastruttura politica, e nonostante la sua presenza pervasiva in mezzo alla scena, quella per cui Dino Risi &#8211; maestro della commedia, e non solo &#8211; lo prendeva in giro: &#8220;Spostati, Nanni, e fammi\u00a0 vedere il film&#8221;.<\/p>\n<p>Per farla breve. &#8220;Il sol dell&#8217;avvenire&#8221; non \u00e8 bello da vedere. Non emoziona. Non diverte, non incanta.<\/p>\n<p>Eppure nel &#8220;Colibr\u00ec&#8221; di Cristina Comencini, dove compariva nei panni di uno psicanalista, la prova d&#8217;attore di Moretti era stata anche misurata, efficace. In questo film suo invece Nanni si allarga, sta sempre in scena e ruba la scena al film che sta dentro il film. Oltretutto lo fa senza divertire, anzi irritando un po&#8217;. Parla a rilento, fa il verso a se stesso, si cita, fa del manierismo.<\/p>\n<p>Questo si pu\u00f2 dire della veste della pellicola. Il &#8220;dentro&#8221;, poi, \u00e8 pi\u00f9 discutibile del solito. Nel film che sta dentro il film, quello con Silvio Orlando e Barbara Bobulova, si parla del 1956. Dei &#8220;fatti di Ungheria&#8221; (e chiss\u00e0 perch\u00e9 si chiamano &#8220;i fatti&#8221; e non &#8220;l&#8217;invasione dell&#8217;Ungheria&#8221; da parte dell&#8217;Urss).<\/p>\n<p>A quasi 70 anni di distanza, Moretti piazza la sua storia nei giorni drammatici dell&#8217;intervento sovietico a Budapest. In quei giorni, i carri armati russi spianarono i fermenti riformisti e nazionali degli studenti e degli operai ungheresi. Lo fecero con l&#8217;appoggio totale degli altri compagni comunisti europei, e ovviamente anche del Pci. E quella repressione violenta e autoritaria resta come una macchia indelebile nella storia del comunismo europeo (questo era, d&#8217;altra parte).<\/p>\n<p>Moretti \u00e8 del &#8217;53, e all&#8217;epoca aveva tre anni. Eppure sembra volersi togliere un peso, un peso che grava non su di lui personalmente, ma sulla storia alla quale si collega. Ecco, sembra voler togliere anche dalla storia del Pci. E qui non ci siamo proprio, ci dispiace. Orlando fa la parte di un redattore dell&#8217;<em>Unit\u00e0<\/em> e dirigente di sezione che con zelo, almeno inizialmente, osserva le direttive del partito. La Bobulova invece incarna il dissenso, il dubbio e alla fine la ribellione liberatoria di un pezzo di partito. E qui siamo alla pura fantasia, perch\u00e9 il Pci fu compattissimo dalla parte dell&#8217;Urss e contro gli ungheresi. Fatta eccezione per Giuseppe Vittorio e pochi altri, non ci fu affatto aperto dissenso, non ci furono discussioni o diatribe. Alcuni se ne andarono, come Antonio Giolitti, che pass\u00f2 al Psi, ma la grandissima parte del partito fu granitica con Palmiro Togliatti e col Cremlino.<\/p>\n<p>Moretti, purtroppo, in questa sua auto-analisi accenna s\u00ec a uno sforzo, ma complessivamente racconta una lacerazione che nel Pci, semplicemente, non \u00e8 mai esistita. E non cita neanche per sbaglio il Partito socialista, che invece su quello ruppe del tutto con i comunisti. Insomma Nanni non fa un&#8217;operazione verit\u00e0, fa un tentativo molto timido, molto autoassolutorio e consolatorio. Gli manca il passo decisivo, il trarre conclusioni sulla fallimentare storia del Pci. A un certo punto fa strappare un ritratto di Stalin da una parete di una sezione. Gli sarebbe piaciuto che non ci fosse, ma non solo c&#8217;era. Stalinismo e leninismo erano il cuore di quel partito. Non erano dettagli od orpelli, erano il &#8220;core business&#8221; ideologico del Pci, senza i quali il Pci sarebbe stati altro, un partito socialista europeo. E non \u00e8 un caso che nel 1989 il Pci abbia strappato frettolosamente da Mosca cercando di prendere nell&#8217;Internazionale socialista &#8211; guarda caso &#8211; il posto del Psi, nel frattempo messo nel mirino dai giustizialisti.<\/p>\n<p>Moretti accenna a una critica insomma, e poi suggerisce un rifiuto nel privato, come nella migliore tradizione della sinistra ex rivoluzionaria. Ma sa sicuramente che, come si diceva, la verit\u00e0 \u00e8 rivoluzionaria. E il suo film \u00e8 un po&#8217; insincero, poco rivoluzionario. E comunque bruttino. Ci dispiace.<\/p>\n<div id=\"app\">\n<div id=\"appContainer\" class=\"QdrUx body-159\">\n<div class=\"Flvp1 customScrollBar\">\n<div id=\"mainApp\" class=\"NzIuH\">\n<div class=\"gU1Tf\">\n<div class=\"I3sS5\">\n<div id=\"MainModule\" class=\"FJ4hV\">\n<div class=\"SW7A6\">\n<div class=\"LBktY\">\n<div class=\"q9iRC css-295\" data-max-width=\"2400\">\n<div class=\"HOVUa\">\n<div class=\"nbmyu FkPdL czwRD LCprM\">\n<div class=\"Mq3cC css-302\" role=\"main\" data-app-section=\"MailReadCompose\" aria-label=\"Riquadro di lettura\" data-skip-link-name=\"Passa al messaggio\">\n<div id=\"ReadingPaneContainerId\" class=\"Xsklh VJZZC\">\n<div>\n<div class=\"g_zET\">\n<div class=\"MtujV WWy1F\">\n<div class=\"L72vd\">\n<div class=\"Q8TCC yyYQP customScrollBar\" data-app-section=\"ConversationContainer\" data-is-scrollable=\"true\">\n<div>\n<div class=\"aVla3\">\n<div class=\"\">\n<div>\n<div class=\"wide-content-host\">\n<div class=\"SlLx9 WWy1F byzS1 WWy1F\" aria-label=\"Messaggio di posta elettronica\">\n<div id=\"UniqueMessageBody\" class=\"XbIp4 jmmB7 GNqVo yxtKT allowTextSelection OuGoX\" role=\"document\" aria-label=\"Corpo del messaggio\">\n<div>\n<div class=\"rps_2280\">\n<div dir=\"auto\">\n<blockquote>\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n<\/blockquote>\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il &#8220;Sol dell&#8217;avvenire&#8221;? 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