{"id":3179,"date":"2024-02-06T15:03:35","date_gmt":"2024-02-06T15:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=3179"},"modified":"2024-02-06T15:03:35","modified_gmt":"2024-02-06T15:03:35","slug":"agghiaccianti-i-discorsi-di-santoro-e-galimberti-sugli-ebrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2024\/02\/06\/agghiaccianti-i-discorsi-di-santoro-e-galimberti-sugli-ebrei\/","title":{"rendered":"&#8220;Agghiaccianti i discorsi di Santoro e Galimberti sugli ebrei&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u00abAgghiacciante\u00bb. \u00c8 rimasto senza parole\u00a0<strong>Vittorio Robiati Bendaud<\/strong>, studioso ebreo italiano, scrittore e saggista, per le parole pronunciate da un lato da Michele Santoro, guru televisivo dell\u2019anti-Occidente, e dall\u2019altro da Umberto Galimberti, filosofo fra i pi\u00f9 seguiti e riveriti a sinistra.<br \/>\nA \u00abDi Marted\u00ec\u00bb, due sere fa, Michele Santoro ha sentenziato che \u00abgli ebrei hanno subito un dolore cos\u00ec grande che sono incapaci di sentire quello degli altri\u00bb. Parole che hanno lasciato molti telespettatori a bocca aperta, pur conoscendolo. E Galimberti, ospite domenica sera di un evento dedicato alla Giornata della Memoria al Teatro Parenti di Milano, partecipando alla presentazione di \u00abIl nemico ideale\u00bb, un bel libro di Natania Zevi che con delicatezza e acume parla di identit\u00e0 ebraica, si \u00e8 avventurato &#8211; come riporta anche il resoconto della \u00abRepubblica\u00bb &#8211; in un discorso che ha gelato molti anche in platea: \u00abSarebbe una cosa buona se gli ebrei riducono (riducessero, ndr) un po\u2019 la loro identit\u00e0\u00bb ha detto, spiegando anche che \u00abantisemita non vuol dire anti-ebreo\u00bb. \u00abSono semiti anche i palestinesi, gli arabi, i turchi, gli armeni\u00bb. \u00abCominciamo a diluire il concetto di semita\u00bb ha concluso.<br \/>\n\u00abQuesto discorso, come viene riportato \u00e8 a dir poco agghiacciante, e pasticciato \u2013 commenta Robiati Bendaud &#8211; Intanto, niente di pi\u00f9 falso di ci\u00f2 che Galimberti afferma indirettamente sulle lingue. I linguisti hanno raggruppato le lingue per ceppi, e sappiamo che arabo, ebraico ed amarico sono lingue semitiche. Il turco invece, e gi\u00e0 qui c\u2019\u00e8 un errore clamoroso, \u00e8 una lingua centro-asiatica, altaica. L\u2019armeno \u00e8 una lingua indoeuropea. Ma, al di l\u00e0 di questo, Galimberti usa malamente i riferimenti linguistici per scivolare su civilt\u00e0 e gruppi etnici, o, come si sarebbe detto un tempo, \u201crazziali\u201d. E qui c\u2019\u00e8 uno slittamento macroscopico e inquietante, lo stesso che ritroviamo nel discorso culturale e accademico ottocentesco che poi port\u00f2 all\u2019antisemitismo razziale. Lo slittamento dal linguistico al campo etnico-razziale &#8211; spiega Bendaud &#8211; \u00e8 quanto di pi\u00f9 pericoloso possa esserci, anche perch\u00e9 esiste una sola razza, quella umana\u00bb. \u00abIl ragionamento di Galimberti, per come riportato, \u00e8 un vero pastrocchio &#8211; prosegue lo studioso &#8211; e stupisce assai che nessuno lo abbia corretto, neanche il direttore Molinari\u00bb.<br \/>\nSi arriva quindi al discorso sull\u2019identit\u00e0. \u00abNon mi risulta, intanto, che l\u2019identit\u00e0 turca sia debole o remissiva, e ancor meno mi risulta che sia aggressiva quella armena! &#8211; obietta Bendaud &#8211; O che sia diluita l\u2019identit\u00e0 araba, anzi. Allora non si capisce proprio perch\u00e9 il problema sia l\u2019identit\u00e0 ebraica\u00bb. \u00abQui c\u2019\u00e8 anche un problema di metodo, che riguarda la contrapposizione fra identit\u00e0 e dialogo. Il professore dovrebbe sapere bene che, partendo da Platone, la verit\u00e0 dimora s\u00ec nel dialogo, tuttavia, sempre nel dialogo c\u2019\u00e8 una verit\u00e0 che viene ricercata e affermata e una menzogna che viene confutata e respinta. Il dialogo \u00e8 anche tensione e polemos\u00bb. Non significa insomma che tutti abbiano ragione. \u00abIl dialogo autentico fra esseri umani e tra gruppi religiosi, \u00e8 stato possibile solo in societ\u00e0 laiche e secolarizzate &#8211; cio\u00e8 in Occidente, finch\u00e9 dura. E tale dialogo \u00e8 vero e attendibile solo ove cio\u00e8 agiscano identit\u00e0 non svilite o addomesticate\u00bb.<br \/>\nIl dialogo dunque non annacqua l\u2019identit\u00e0. E in ogni caso, perch\u00e9 dovrebbe ridimensionarsi proprio l\u2019identit\u00e0 ebraica? \u00abNell\u2019Ottocento &#8211; ricorda Bendaud \u2013 moltissimi ebrei, immaginandosi inclusi nella societ\u00e0 che stava riconoscendo loro qualche diritto, per farsi accettare si imposero un autoridimensionamento della loro identit\u00e0. Diedero un contributo senza pari all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia e alla Grande guerra ma le sinagoghe dell\u2019epoca, per esempio, in tutta Europa erano spesso costruite ispirandosi alle chiese. Nessun ebreo si \u00e8 mai lamentato delle croci sulle montagne, e Primo Levi per dire era uno scalatore. Ma in questo processo che attravers\u00f2 l\u2019ebraismo tra Ottocento e Novecento, gli ebrei divennero irriconoscibili, invisibili, e quindi, paradossalmente, per la subcultura antisemita ancor pi\u00f9 pericolosi\u00bb. Insomma, stemperare o negare in parte la propria identit\u00e0 non serv\u00ec affatto a metterli al riparo dall\u2019odio, anzi. E questo Galimberti non lo sa o fa finta di non saperlo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2024\/02\/bendaud.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-3180\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2024\/02\/bendaud-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>E <strong>Santoro<\/strong>? Due sere fa, a \u00abDi Marted\u00ec\u00bb, ha detto: \u00abGli ebrei hanno subito un dolore cos\u00ec grande che sono incapaci di sentire quello degli altri\u00bb. Parole che hanno lasciato molti a bocca aperta. \u00abSono le argomentazioni di un parapsicologismo perverso e da operetta &#8211; obietta Bendaud &#8211; solo meno sfacciato del solito ritornello per cui la vittima sarebbe diventata carnefice, ma \u00e8 la stessa robaccia, una variazione del trito discorso ostile, secondo cui saremmo \u201cdiventati mostri\u201d\u00bb. \u00abPer dirla con le drammatiche parole del rabbino Riccardo Di Segni, dall\u2019accusa di deicidio si \u00e8 approdati a quella di genocidio\u00bb. \u00abSantoro \u2013 replica Bendaud &#8211; sappia che il dramma genocidario \u00e8, per ciascuna vittima, anche personale, e noi abbiamo patito milioni di drammi. Ma la senatrice Segre, per esempio, non mi pare sia diventata una cinica vittima, superstite a se stessa, dall\u2019empatia perduta. Non mi risulta sia accaduto a Elie Wiesel o Edith Bruck, a Sami Modiano o a Primo Levi. E vale anche per Antonia Arslan, discendente di sopravvissuti al genocidio armeno\u201d. \u00abQuello che fa Santoro, dunque, consapevolmente o meno, in questa specie di linguaggio psicologico, \u00e8 una variante pi\u00f9 raffinata, &lt;CF201&gt;politically correct&lt;\/CF&gt;, del solito discorso che va a parare nell\u2019antisemitismo. Il problema degli israeliani, come degli armeni, oggi, \u00e8 di sopravvivere, e la sopravvivenza costa e prevede il tirar fuori le unghie per difendersi. Certamente fa sanguinare il cuore il dramma patito dalla popolazione araba palestinese. \u00c8 straziante ma va detto che in soverchia misura, le responsabilit\u00e0 pluridecennali sono del mondo arabo, islamico e, in ambito locale-nazionale, delle dirigenze palestinesi\u00bb.<br \/>\n\u00abLa questione caucasica e quella mediorientale sono ancora ineluse \u2013 riflette Bendaud &#8211; Le popolazioni islamiche, sia quelle turco-azere sia quelle arabe, vivono su territori sconfinati, e il problema sarebbero pochissimi milioni di armeni o di ebrei in territori davvero ridotti e continuamente sotto assedio? La verit\u00e0 \u00e8 che ebrei e armeni rischiano ancora oggi di essere vittime, come lo sono gi\u00e0 stati, di turchi, Fratelli musulmani, islam politico, nonch\u00e9 della cattiva cultura occidentale. E se non ci fosse quella identit\u00e0 resiliente, che tanto disturba Galimberti, si sarebbero gi\u00e0 estinti, sarebbero gi\u00e0 scomparsi e dimenticati. Invece, nonostante tutto, resistono, nonostante siano minoritari e minacciati dall\u2019ipertrofia di altri popoli e dal nichilismo dell\u2019occidente\u00bb.<br \/>\n\u00abNon di rado capita che tutti noi diciamo scemenze &#8211; conclude Robiati Bendaud &#8211; ma stupisce che lo faccia chi dovrebbe maneggiare con cognizione questi argomenti e informare o insegnare. D\u2019altra parte, siamo nell\u2019era della stronzata, come ha teorizzato Henry Frankfurt, e la stronzata \u00e8 peggio della menzogna. Chi mente sa di mentire, e la menzogna, pur tradendola, non pu\u00f2 prescindere dalla verit\u00e0. La stronzata, invece, non ha rapporto alcuno con la verit\u00e0: \u00e8 indifferente a essa. Si basa solo sul valore performativo dell\u2019affermazione, sui suoi effetti, su quanto possa funzionare\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abAgghiacciante\u00bb. \u00c8 rimasto senza parole\u00a0Vittorio Robiati Bendaud, studioso ebreo italiano, scrittore e saggista, per le parole pronunciate da un lato da Michele Santoro, guru televisivo dell\u2019anti-Occidente, e dall\u2019altro da Umberto Galimberti, filosofo fra i pi\u00f9 seguiti e riveriti a sinistra. A \u00abDi Marted\u00ec\u00bb, due sere fa, Michele Santoro ha sentenziato che \u00abgli ebrei hanno subito un dolore cos\u00ec grande che sono incapaci di sentire quello degli altri\u00bb. Parole che hanno lasciato molti telespettatori a bocca aperta, pur conoscendolo. 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