{"id":3198,"date":"2024-03-18T19:41:17","date_gmt":"2024-03-18T19:41:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=3198"},"modified":"2024-03-20T14:51:14","modified_gmt":"2024-03-20T14:51:14","slug":"lanpi-milanese-normalizzata-purtroppo-diventera-faziosa-e-anti-occidentale-come-quella-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2024\/03\/18\/lanpi-milanese-normalizzata-purtroppo-diventera-faziosa-e-anti-occidentale-come-quella-nazionale\/","title":{"rendered":"L&#8217;Anpi milanese &#8220;normalizzata&#8221;. Diventer\u00e0 faziosa e anti-occidentale come quella nazionale?"},"content":{"rendered":"<p>Una <strong>gaffe<\/strong>, un&#8217;impostazione discutibile, dichiarazioni zoppicanti sul grande tema della libert\u00e0 e della democrazia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stata una partenza brillante quella di <strong>Primo Minelli<\/strong>, neo-presidente dell&#8217;Anpi Milano. Anzi la prima uscita, <a href=\"https:\/\/milano.repubblica.it\/cronaca\/2024\/03\/17\/news\/primo_minelli_genocidio_intervista_anpi-422323885\/\">un&#8217;intervista rilasciata alla <em>Repubblica<\/em><\/a>, ha dato una sensazione di faziosit\u00e0 e inadeguatezza.<\/p>\n<p>E sar\u00e0 tutt&#8217;altro che facile il compito che attende Minelli, dopo le dimissioni di <strong>Roberto Cenati<\/strong>, uscito di scena fra grandi e trasversali attestazioni di stima due settimane fa, per un irrimediabile dissidio con l&#8217;Anpi nazionale presieduta dal cossuttiano <strong>Gianfranco Pagliarulo<\/strong>, che ha impegnato l&#8217;Associazione in una mobilitazione contro &#8220;il genocidio palestinese&#8221;, una piattaforma che l&#8217;ormai ex presidente milanese ha rigettato, considerandola impropria, e scivolosa sul terreno dell&#8217;antisemitismo.<\/p>\n<p>La &#8220;svolta&#8221; dell&#8217;Anpi milanese, per ora, ha il sapore di un triste arretramento.\u00a0 E forse non poteva essere altrimenti, viste le premesse.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2024\/03\/pagliarulo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-3205\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2024\/03\/pagliarulo-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Al timone della sezione provinciale pi\u00f9 importante e prestigiosa d&#8217;Italia, infatti, Cenati per 13 anni aveva concepito il suo mandato, come da statuto, come impegno civile sul terreno della memoria antifascista e resistenziale, e non a caso, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile (il momento pi\u00f9 alto e delicato dell&#8217;attivit\u00e0 Anpi) ha costruito e difeso con tenacia, e senza clamori, un approccio unitario ed equilibrato, alla larga da estremismi e settarismi purtroppo ora molto in voga. Non a caso, negli ultimi anni, mentre a Roma nel giorno della <strong>Liberazione<\/strong> si sono verificate lacerazioni clamorose, a Milano con il grande corteo di Anpi e sindaci ha sempre sfilato anche la <strong>Comunit\u00e0 ebraica<\/strong>, dietro le insegne della Brigata ebraica, quei gloriosi partigiani sionisti che &#8211; con l&#8217;esercito britannico &#8211; furono protagonisti dello sfondamento in Romagna della &#8220;linea gotica&#8221;, vittoria militare che fu il preludio di quella Liberazione dell&#8217;Italia, e dell&#8217;Europa, che avrebbe portato da l\u00ec a pochi anni <strong>anche<\/strong> alla nascita dello <strong>Stato di Israele<\/strong>, il Paese ebraico in cui quei soldati sono poi stati classi dirigente e spina dorsale.<\/p>\n<p>Dopo alcune contestazioni facinorose, peraltro, la Brigata ebraica (invenzione di <strong>Davide Romano<\/strong>, che oggi dirige il piccolo <strong>museo<\/strong> di corso Lodi, a Milano, dedicato a quell&#8217;epopea sionista e resistenziale) negli ultimi anni ha partecipato al corteo del <strong>25 aprile<\/strong> di Milano quasi <strong>trionfalmente<\/strong>, tanto che si \u00e8 parlato di una &#8220;scommessa&#8221; vinta, e vinta anche grazie alla fermezza di Cenati.<\/p>\n<p>Ora per\u00f2, con la guerra in Medio oriente, scatenata dalle atrocit\u00e0 (dimenticate) del 7 ottobre, c&#8217;\u00e8 da scommettere che questa testimonianza sar\u00e0 rimessa in discussione dai soliti centri sociali, autonomi ed estremisti.\u00a0 Su questo, sui contestatori, <strong>Minelli ha voluto rassicurare<\/strong>: &#8220;<em>Quelli sono 20<\/em> &#8211; ha detto &#8211;<em> il nostro ultimo pensiero. <strong>La Brigata ebraica<\/strong> ci sar\u00e0 come tutti i protagonisti della lotta resistenziale e della deportazione<\/em>&#8220;. Subito dopo, per\u00f2, \u00e8 incappato in quella che qualcuno, nella Comunit\u00e0 e non solo, ha considerato una gaffe: &#8220;Per questo &#8211; ha detto &#8211; faremo incontri con le due comunit\u00e0: vogliamo avere in corteo sia i palestinesi, sia gli ebrei&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Vorrei spiegare al nuovo presidente dell\u2019Anpi che la comunit\u00e0 ebraica italiana \u00e8 Italiana da oltre duemila anni<\/em> &#8211; ha scritto un&#8217;esponente della Comunit\u00e0 &#8211; <em>Questo voler tirarci in ballo insieme alla &#8216;comunit\u00e0 palestinese&#8217; dimostra che non ha capito nulla di come stanno le cose<\/em>&#8220;. In effetti, la <strong>Comunit\u00e0 ebraica &#8211;<\/strong> comunit\u00e0 religiosa di cittadini italiani, non c&#8217;entra molto con &#8220;i palestinesi&#8221;, almeno con quelli (soprattutto giovani) che si sono visti nelle piazze per 23 sabati consecutivi dopo il 7 ottobre, impegnati a sfilare con slogan insultanti diretti a Israele, in cortei a volte apertamente antisemiti.<\/p>\n<p><strong>E poi i &#8220;palestinesi&#8221; non c&#8217;entrano molto con la Liberazione, come ha fatto notare anche l&#8217;intervistatrice di Repubblica <\/strong>(\u00e8 noto a molti che il gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini, una delle pi\u00f9 alte autorit\u00e0 dell\u2019Islam sunnita, fu alleato e amico di Hitler e lo incoraggi\u00f2, per quanto era in suo potere, a perseguire sino in fondo il programma di sterminio del popolo ebraico, che sarebbe stato estero anche all'&#8221;<strong>Yishuv<\/strong>&#8221; (l&#8217;insediamento ebraico in Medioriente, embrione del nascente Israele), non fosse stato per l&#8217;esito della battaglia di El Alamein.<\/p>\n<p>E rispondendo alla domanda su cosa c&#8217;entrino, <strong>Minelli<\/strong> ha dato anche un saggio di quella che sar\u00e0 la sua linea. \u00ab<em>Non possiamo ignorare che \u201cliberazione\u201d \u00e8 guerra alla guerra, \u00e8 inevitabile che si tratti della guerra in corso. Anpi lavora perch\u00e9 questa parola esca fuori dal vocabolario<\/em>&#8221; ha detto all&#8217;intervistatrice, confermando l&#8217;idea di un&#8217;Anpi che assume come &#8220;missione&#8221; il pacifismo, e commemora la Liberazione come movimento per la pace, quando invece fu guerra, per quanto inevitabile e indesiderata, contro il totalitarismo e per la democrazia.<\/p>\n<p>Considerata questa impostazione sul grande tema della libert\u00e0 e della pace, e letta la gaffe che peraltro pare rimandare alla linea delle altre Anpi, che hanno scelto &#8211; se va bene &#8211; una sorta di equidistanza fra i nemici e gli amici di Israele, la sensazione \u00e8 che l&#8217;Anpi di Milano sia stata in questo passaggio &#8220;<strong>normalizzata<\/strong>&#8220;, e che si avvii a diventare tristemente la sezione milanese del <strong>partitino post-cossuttiano<\/strong> messo in piedi da <strong>Pagliarulo,<\/strong> un cespuglio <strong>settario e pacifista<\/strong> (cio\u00e8 anti-occidentale). Speriamo che non sia cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una gaffe, un&#8217;impostazione discutibile, dichiarazioni zoppicanti sul grande tema della libert\u00e0 e della democrazia. Non \u00e8 stata una partenza brillante quella di Primo Minelli, neo-presidente dell&#8217;Anpi Milano. Anzi la prima uscita, un&#8217;intervista rilasciata alla Repubblica, ha dato una sensazione di faziosit\u00e0 e inadeguatezza. 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