{"id":417,"date":"2013-12-05T03:44:19","date_gmt":"2013-12-05T03:44:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=417"},"modified":"2013-12-05T03:44:19","modified_gmt":"2013-12-05T03:44:19","slug":"piccole-chinatown-ecco-le-zone-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2013\/12\/05\/piccole-chinatown-ecco-le-zone-a-rischio\/","title":{"rendered":"Piccole Chinatown: ecco le zone a rischio"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"font-size: 13px;font-weight: normal\">Dove e come lavorano i cinesi a Milano? Dopo la tragedia di Prato, l&#8217;Italia ha aperto gli occhi (in ritardo) sulla realt\u00e0 dei cinesi ridotti a schiavi in dormitori-capannoni. Eppure il fenomeno riguarda anche Milano, come tanti fatti di cronaca hanno dimostrato anche di recente. Enrico Silvestri lo ha raccontato sul &#8220;Giornale&#8221;.<\/span><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<div id=\"attachment_420\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/12\/cinesi.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-420\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-420\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/12\/cinesi-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/12\/cinesi-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2013\/12\/cinesi-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-420\" class=\"wp-caption-text\">La Polizia interviene con un sequestro a Milano<\/p><\/div>\n<h1><span style=\"font-size: 13px;font-weight: normal\">\u00a0<\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"font-size: 13px;font-weight: normal\">Magari non saranno ancora milioni, ma sono mercanti intraprendenti, abilissimi artigiani e operai instancabili e il loro impatto sul tessuto economico \u00e8 fortissimo. Tanto che oggi pur rappresentando ufficialmente il 5 per cento degli immigrati in citt\u00e0, sono titolari del 20 per cento delle attivit\u00e0 gestiste da stranieri. La loro specializzazione rimane il commercio, il tessile e la ristorazione, anche se la vera sorpresa sono i bar: attualmente circa 500 a Milano hanno per titolare il signor Hu, la signora Chen o il giovane Zhou.<\/span><\/h1>\n<\/blockquote>\n<div>\n<blockquote><p>Partiti negli anni Venti dallo Zhejiang, provincia orientale affacciata sul mar Cinese, iniziarono a girare le strade d&#8217;Italia con cravatte da vendere \u00aba una lila\u00bb. Una presenza discreta, rimasta sotto le duemila unit\u00e0 fino 1981 ma decuplicata nei successivi dieci anni, per toccare poi le 100mila nel 2003 e raddoppiare nel 2012. Milano ha seguito lo stesso andamento, i primi insediamenti in via Paolo Sarpi, ormai universalmente nota come Chinatown. Ma adesso che in citt\u00e0 stanno raggiungendo le 20mila presenze, il 5 per cento dei circa 350mila stranieri regolari, si sono lanciati alla conquista dell&#8217;intera metropoli.\u00a0La zona 9, Garibaldi-Niguarda, rimane il loro regno, dove rimangono concentrate circa un terzo di tutte le loro attivit\u00e0. Da qui l&#8217;espansione nelle zone confinanti, come la 8 (Fiera, Gallaratese, Quarto Oggiaro) e 2 (Centrale, Greco, Turro, Gorla, Precotto, Bicocca), dove si concentra un altro terzo delle imprese. Poi la zona 3 (Porta Venezia, Citt\u00e0 Studi, Lambrate) con il 12 per cento, e via via a scendere fino al centro storico, dove non si arriva ai due punti percentuali. Dati confermati scorrendo il rapporto annuale della Camera di commercio aggiornato al 31 dicembre 2012, che individua le aree dove viene registrata il maggior aumento delle nuove aziende orientali: Villapizzone, 10 per cento in pi\u00f9 rispetto al 2011, poi Sarpi (8%), Quarto Oggiaro, Affori, Dergano e Loreto (6%), Padova (5%).<\/p>\n<p>Qualche curiosit\u00e0 se si scorre la ragione sociale delle 2.800 imprese, pari a circa il 20 per cento delle 14.818 gestite da stranieri. Perch\u00e9 se saldamente al primo posto troviamo il commercio, ingrosso e dettaglio, con oltre mille aziende, e al secondo i \u00abservizi\u00bb con 777, scomponendo quest&#8217;ultimo dato scopriamo che contro i 270 ristoranti, ci sono ben 490 bar. Una vera esplosione che riguarda non solo le tradizionale zone 8, 9 e 2, ma l&#8217;intera citt\u00e0. Sorprendente anche il boom di \u00abattivit\u00e0 per la persona\u00bb, ben 410, di cui 168 parrucchieri e 164 centri massaggi. Anche se \u00e8 ben noto come questi spesso nascondano case di piacere, dove il \u00abmassaggio\u00bb non \u00e8 proprio fisioterapico. Infine l&#8217;ormai \u00abterrificante\u00bb attivit\u00e0 manifatturiera, quasi tutta concentrate sul tessile, 265, e pellami, 69. Qui si concentrano le maggiori aree di sfruttamento, intere famiglie costrette in cubicoli dove mangiano e dormono, in condizioni di sicurezza spaventose, con impianti fuori norma. Vere \u00abbombe\u00bb in grado di esplodere in ogni momento, come a Prato, con serio rischio per l&#8217;incolumit\u00e0 dei lavoratori cinesi. Ma anche dei vicini italiani.<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dove e come lavorano i cinesi a Milano? Dopo la tragedia di Prato, l&#8217;Italia ha aperto gli occhi (in ritardo) sulla realt\u00e0 dei cinesi ridotti a schiavi in dormitori-capannoni. Eppure il fenomeno riguarda anche Milano, come tanti fatti di cronaca hanno dimostrato anche di recente. Enrico Silvestri lo ha raccontato sul &#8220;Giornale&#8221;. \u00a0 &nbsp; &nbsp; Magari non saranno ancora milioni, ma sono mercanti intraprendenti, abilissimi artigiani e operai instancabili e il loro impatto sul tessuto economico \u00e8 fortissimo. Tanto che oggi pur rappresentando ufficialmente il 5 per cento degli immigrati in citt\u00e0, sono titolari del 20 per cento delle attivit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2013\/12\/05\/piccole-chinatown-ecco-le-zone-a-rischio\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1024,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1024"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=417"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":422,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions\/422"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}