{"id":928,"date":"2014-04-09T19:03:12","date_gmt":"2014-04-09T19:03:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/?p=928"},"modified":"2014-04-09T19:03:12","modified_gmt":"2014-04-09T19:03:12","slug":"una-gay-street-per-lexpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/2014\/04\/09\/una-gay-street-per-lexpo\/","title":{"rendered":"Una gay street per l&#8217;Expo"},"content":{"rendered":"<p>Una <strong>gay street<\/strong> in citt\u00e0. In Comune si lavora per ufficializzare la vocazione di <strong>via Sammartini<\/strong>. Con <strong>Marta Bravi<\/strong> lo abbiamo raccontato in un pezzo uscito oggi sul <strong>Giornale<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>Era il 4 aprile 1993 quando <strong>Felix Cossolo<\/strong> (titolare di uno due primi bar gay friendly in citt\u00e0) e lo storico leader Arcigay <strong>Franco Grillini<\/strong> riscrissero la toponomastica cittadina: \u00ab<strong>Via Sammartini gay street<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<div>Da allora molto \u00e8 cambiato. Tanto che ora si lavora a istituzionalizzare tutto in tempo per Expo e si parla di un \u00abquadrilatero gay\u00bb intorno alla stazione Centrale. La consigliera comunale <strong>Rosaria Iardino<\/strong> (<strong>Pd<\/strong>) con <strong>zona 2<\/strong>, residenti, <strong>commercianti e assessori<\/strong> competenti sta lavorando per riqualificare il quartiere e trasformarlo nel quartier generale del mondo \u00abLgbt\u00bb (lesbo-gay-bisex-transgender) in vista del 2015. Certo, tra i 20 milioni di visitatori provenienti da tutto il globo ci saranno anche persone omosessuali. E un dato tra tutti viene citato: l&#8217;indotto italiano annuo del turismo gay ammonta a 2,7 miliardi di euro. Un bel business. Torino \u00e8 pi\u00f9 \u00abgay friendly\u00bb di Firenze e Roma, per esempio. Milano ci deve ancora arrivare.<\/div>\n<p><strong>Via Sammartini<\/strong> rappresenta a tutt&#8217;oggi la principale \u00abgay street\u00bb italiana &#8211; si legge nel sito \u00abgaystreetmilano.it\u00bb &#8211; e certamente \u00e8 la via storica del mondo lgbt milanese. Vi si trovano un bar (\u00abNext Groove\u00bb), un club (\u00abClub 23\u00bb) un cruising (club privato per incontri), un disco-bar (\u00abAfter Line\u00bb), un sexy shop (\u00abEuropa 92\u00bb) e all&#8217;angolo con via Schiaparelli una sauna (\u00abMetro\u00bb). E ancora: un&#8217;edicola e un ristorante gay friendly. L&#8217;altra faccia della medaglia: essendo una via laterale della Centrale, \u00e8 da sempre degradata. Nella zona, inutile dirlo, si registra un alto tasso di microcriminalit\u00e0 proprio per la frequentazione della strada. Spesso sommerso: \u00abAlcuni omosessuali difficilmente denunciano una rapina. In genere non reagiscono alla violenza con violenza\u00bb spiega Rosaria Iardino. La consigliera comunale punta con i diversi assessorati a rendere la via pi\u00f9 sicura e fruibile anche per i turisti: serve pi\u00f9 illuminazione e vigilanza. \u00abBisogna fare in modo che la via non diventi un bersaglio facile della microcriminalit\u00e0 e che anzi sia considerato un luogo sicuro anche per i turisti\u00bb. L&#8217;apertura di nuovi locali render\u00e0 la via pi\u00f9 frequentata anche di giorno e pi\u00f9 sicura. Il progetto di riqualificazione che dovrebbe partire ufficialmente il 17 maggio, con la grande festa in occasione della giornata mondiale contro la omo-transfobia, porter\u00e0 diritto a Expo. Il rischio di ghettizzazione? \u00abNo, ma dipende da come si vivono le cose, certo \u00e8 sempre in agguato il rischio della strumentalizzazione, ma dal punto di vista turistico \u00e8 necessario ufficializzare questo luogo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2014\/04\/gay-street.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-931\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giannoni\/files\/2014\/04\/gay-street-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Yuri Guaiana<\/strong> \u00e8 vicepresidente del <strong>Consiglio di zona 2<\/strong> e segretario \u00a0dell&#8217;associazione radicale \u00ab<strong>Certi diritti<\/strong>\u00bb, che promuove \u00abresponsabilit\u00e0 e libert\u00e0 sessuale\u00bb. Spiega: \u00abMilano non ha un quartiere gay come altre citt\u00e0. Si sono create spontaneamente delle realt\u00e0 gay friendly, in zona di porta Venezia e non solo\u00bb. \u00abSi tratta di meccanismi storici &#8211; premette &#8211; e io non sono certo un dirigista. Detto questo, se si sviluppa un quartiere gay a Milano io sono favorevolissimo. Ed \u00e8 importante che gli enti locali ne riconoscano il valore, anche per la capacit\u00e0 di attrazione e il ritorno economico che potrebbe avere. Bisogna dire che ovunque questi quartieri, prima degradati, diventando \u00e0 la page &#8211; spiega Guaiana &#8211; E il <strong>turismo lgbt<\/strong> a Milano ha una grande potenzialit\u00e0. Il Comune potrebbe avere un ruolo, investendo e agendo da stimolo\u00bb. \u00abLa <strong>Zona<\/strong> non ha poteri specifici su questo, approvando una mia mozione ha solo preso atto della scelta di far partire la parata del pride week dalla Stazione Centrale, ma quella scelta valorizza un trend che ha un significato\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una gay street in citt\u00e0. In Comune si lavora per ufficializzare la vocazione di via Sammartini. Con Marta Bravi lo abbiamo raccontato in un pezzo uscito oggi sul Giornale: Era il 4 aprile 1993 quando Felix Cossolo (titolare di uno due primi bar gay friendly in citt\u00e0) e lo storico leader Arcigay Franco Grillini riscrissero la toponomastica cittadina: \u00abVia Sammartini gay street\u00bb. Da allora molto \u00e8 cambiato. Tanto che ora si lavora a istituzionalizzare tutto in tempo per Expo e si parla di un \u00abquadrilatero gay\u00bb intorno alla stazione Centrale. 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