{"id":373,"date":"2020-05-06T14:39:18","date_gmt":"2020-05-06T12:39:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/?p=373"},"modified":"2020-11-22T12:16:45","modified_gmt":"2020-11-22T11:16:45","slug":"tra-usa-e-cina-e-guerra-fredda-post-covid-dove-va-la-russia-parla-giorgio-cella-nato-foundation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/2020\/05\/06\/tra-usa-e-cina-e-guerra-fredda-post-covid-dove-va-la-russia-parla-giorgio-cella-nato-foundation\/","title":{"rendered":"Tra USA e Cina \u00e8 guerra fredda post-COVID: dove va la Russia? &#8211; Parla Giorgio Cella (Nato Foundation)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-374 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/files\/2020\/05\/59d76a6a15e9f90f96440171-300x169.jpg\" alt=\"59d76a6a15e9f90f96440171\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/files\/2020\/05\/59d76a6a15e9f90f96440171-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/files\/2020\/05\/59d76a6a15e9f90f96440171-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/files\/2020\/05\/59d76a6a15e9f90f96440171.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Troppo presi dal COVID-19, ci siamo dimenticati che la fuori il mondo va avanti. Inizio a rioccuparmi di politica estera con questa intervista a Giorgio Cella, Phd e analista per Nato Foundation.<\/p>\n<p><b>Alla luce degli effetti di Covid19, come vede l\u2019evoluzione del sistema internazionale e dei rapporti sino-americani<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p>Nei mesi precedenti l&#8217;esplosione di Covid19 ero solito iniziare ogni mia analisi geopolitica con la premessa che il sistema internazionale era in una fase di grande transizione e incertezza, sull\u2019orlo di una incipiente crisi sistemica, risultato di molteplici conflitti regionali e dalla tacita composizione di nuovi allineamenti contrapposti tra le potenze mondiali. Tali dinamiche tra l\u2019altro non sono qualcosa di stupefacente per gli studiosi di storia delle relazioni internazionali. Ritengo quindi necessario fare un breve riferimento alla teoria delle relazioni internazionali, sottolineando che quel grande leviatano noto come sistema internazionale, ha una sua esistenza composta da un ciclo cronico di fasi cicliche, ove a talune di ordine e stabilit\u00e0, ne seguono altre pi\u00f9 convulse, conducenti a forme pi\u00f9 o meno gravi di conflittualit\u00e0 interstatale, i cui esiti sfociano infine in una nuova forma di ordine globale\u200b. Bene, l\u2019irruzione su scala globale di Covid19 condurr\u00e0 sicuramente a nuove dinamiche ma, attenzione, niente di <i>ex novo<\/i>: essa costituir\u00e0 se mai una continuazione e una accelerazione delle dinamiche internazionali pregresse poc\u2019anzi accennate. C\u2019\u00e8 financo chi ha visto &#8211; con buona dose di ingenuit\u00e0 o sensazionalismo, o entrambi &#8211; negli aiuti sanitari per Covid19 forniti dai russi agli Stati Uniti, o a quelli russi e cinesi in Italia, una \u201cnuova era\u201d, una cesura dei rapporti internazionali. Niente di tutto ci\u00f2. Le dinamiche degli affari internazionali e gli allineamenti tra potenze tacitamente costituitisi lungo l\u2019arco dell\u2019ultimo lustro continueranno secondo le traiettorie gi\u00e0 in atto, se mai con nuova linfa conflittuale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Ci spieghi di pi\u00f9<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p>Negli ultimi anni si \u00e8 osservata la tacita costituzione di quella che definisco una triarchia del potere mondiale, costituita da un nuovo bipolarismo, ossia dagli Stati Uniti e loro alleati da un lato (la comunit\u00e0 euro-atlantica, nonostante le note differenze e frizioni, e soprattutto i <i>Five Eyes<\/i>), dall\u2019altro l\u2019aspirante egemone globale cinese. Terza variabile di questa architettura \u00e8 la Russia, nostalgica del suo posto nel concerto delle potenze e legata a quella tanto discussa alleanza (di convenienza) con Pechino, su cui torneremo in seguito. I giochi antagonistici tra Occidente &#8211; Stati Uniti in primis &#8211; e Cina, erano gi\u00e0 chiari nel 2019: pensiamo alla <i>trade war<\/i> iniziata da Trump, al supporto alle proteste di d adi Hong Kong, alle tensioni nel mar meridionale cinese, o alla dichiarazione, poco ricordata, con cui la UE ha definito la Cina, nell\u2019aprile 2019, un <i>systemic rival<\/i>, ossia un <i>rivale sistemico<\/i> (testualmente: <i>a systemic rival promoting alternative models of governance<\/i>).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Dal quadro da lei fornito si intravede, di fatto, un nuovo momento bipolare. quali articolazioni e fasi potrebbe avere questo nuovo bipolarismo<\/b><\/p>\n<p>L\u2019iter del confronto con Pechino come vede non \u00e8 affatto cosa recente, e si decliner\u00e0 ora su due dimensioni. Il primo riguarda una qualche ricomposizione del fronte occidentale (probabilmente tramite nuove <i>coalitions of the willing<\/i>, i gi\u00e0 citati <i>Five Eyes<\/i> o, tramite una meno probabile rifunzionalizzazione dell\u2019Alleanza Atlantica) funzionale a un nuovo <i>containement <\/i>in chiave<i> <\/i>anticinese. Ci\u00f2 avverr\u00e0 in una prima fase sul piano della pressione economica, diplomatica, di <i>soft power<\/i>; a tale fase \u00e8 plausibile ne segua un\u2019altra segnata da una progressiva<i> <\/i>pressione militare nell\u2019area Asia Pacifico. Queste forme di <i>guerra ibrida<\/i> potrebbero poi condurre all\u2019<i>atto finale<\/i>, ossia al confronto militare vero e proprio; opzione per ora tuttavia lontana. Il secondo fronte di questa nuova fase bipolare si giocher\u00e0 invece in termini di proiezione d\u2019influenza nelle grandi organizzazioni internazionali, le varie agenzie specializzate delle UN cos\u00ec come negli altri grandi organismi transnazionali, ove l\u2019influenza del Dragone \u00e8 cresciuta negli ultimi anni in modo esponenziale, basta vedere le polemiche sorte intorno all\u2019opaca gestione della crisi da parte dell\u2019OMS, tacciata di esser stata oltremodo acquiescente verso Pechino.<\/p>\n<p><b>Gli Stati Uniti quindi sembrerebbero quindi costretti a riprendere una leadership globale<\/b><\/p>\n<p>Se gli Stati Uniti vorranno essere credibili nel ruolo di leader che la storia ora gli impone nuovamente di assumere, appare piuttosto evidente come Trump dovr\u00e0 quantomeno ridurre talune delle sue istanze elettorali relative al concetto unilateralista di <i>America First<\/i>, abbandonando quindi talune pretese isolazioniste e, soprattutto, quella reiterata sfiducia nel legame euro-atlantico. Se Trump non riabbracciasse l\u2019idea di un\u2019America pi\u00f9 globalmente esposta sullo scacchiere europeo e globale &#8211; basti pensare a quanto sta accadendo in Italia &#8211; ci\u00f2 risulterebbe esiziale a fronte della sfida in corso. \u00c8 altres\u00ec evidente come l\u2019esposizione globale americana non avr\u00e0 pi\u00f9 l\u2019estensione n\u00e9 l\u2019energia di quella occorsa dopo il \u201945 o dopo l\u201989: anni di opache e dispendiose guerre mediorientali hanno fiaccato la volont\u00e0 di essere a tutti i costi <i>poliziotto globale<\/i>. La ripresa di tale riposizionamento sar\u00e0 ordunque globale, si, ma attenuato, temperato rispetto al periodo unipolare post \u201889. Sul fronte cinese invece, nonostante le ferite impresse dalla pandemia al <i>grand design<\/i> di Pechino della <i>Belt and Road Initiative<\/i> e le pressioni internazionali per fare chiarezza sull\u2019origine di Covid19 e per risarcimenti che si sommano ogni giorno da parte di pi\u00f9 e pi\u00f9 Stati, \u00e8 plausibile ritenere che Pechino non far\u00e0 nessun passo indietro nella sua marcia verso l\u2019egemonia, difendendo da un lato la propria sovranit\u00e0 nel contesto regionale del mar meridionale cinese, dall\u2019altro portando avanti la propria narrativa, nell\u2019arduo tentativo di passare da imputata a maestra della gestione del caos indotto dal Covid19. <i>Rebus sic stantibus<\/i>, alla luce di questo scenario, \u00e8 plausibile anche ritenere che Pechino non riuscir\u00e0 a colmare i vuoti di potere laddove gli Stati Uniti avranno voluto, o dovuto, abdicare al loro ruolo di leadership.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Tornando invece alla posizione russa in questo grande gioco, come si comporter\u00e0 Mosca nel medio termine<\/b><\/p>\n<p>Nel modello triarchico sopra accennato (US. Cina e Russia), il ruolo della Russia sar\u00e0 cruciale. Il peso politico e militare di Mosca sar\u00e0 ago della bilancia fondamentale dei futuri equilibri mondiali. Negli ambiti sovranisti nostrani, spesso emerge una visione un po&#8217; troppo romantica e romanzata della politica russa e del suo leader Vladimir Putin. Mi preme spiegare come prima di essere un idealista, un sovranista (per quanto ci\u00f2 possa voler dire) o un tradizionalista, Putin \u00e8 soprattutto un pragmatico realista. Certo, non \u00e8 sempre semplice leggere tra le righe della politica estera russa, dividere tra la strategia reale e una navigata diplomazia giocata spesso a carte coperte, ma ci\u00f2 non giustifica tuttavia abbagli o facili entusiasmi. Diversamente invece, e ben prima dell\u2019irruzione pandemica, va dato atto all\u2019ex premier Berlusconi di essere stato tra i primi ad aver delineato senza proclami ideologici o facilonerie sloganistiche i futuri scenari mondiali, e la necessit\u00e0 per l\u2019Occidente, ora pi\u00f9 che mai, di implementare quel difficile <i>rapprochement<\/i> verso Mosca nel tentativo di sganciarla dall\u2019orbita cinese. Anche qui per\u00f2, a lato di un giusto quanto comprensibile desiderio per un dialogo virtuoso con Mosca, deve prevalere un\u2019analisi fattuale, realista. La realt\u00e0 sul campo infatti, per ora, non sembra ancora muoversi nella traiettoria auspicata.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Gli aiuti sanitari di Mosca agli Stati Uniti sono tuttavia apparsi, quantomeno sul piano simbolico, un passo in quella direzione<\/b><\/p>\n<p>A parte l\u2019atto simbolico degli aiuti russi agli Stati Uniti, frutto probabilmente di una intesa bilaterale Trump-Putin e favorita dal particolare contesto di crisi sanitaria, la diplomazia russa si \u00e8 sinora mostrata ancora formalmente vicina a Pechino, senza mostrare significative inversioni di tendenza. Inoltre, bisogner\u00e0 del resto valutare in che stato socioeconomico ne uscir\u00e0 la Russia alla luce della crisi pandemica e della gravissima crisi economica dopo la recente caduta del prezzo del greggio, elemento cardine del sistema economico russo. La situazione non \u00e8 certo delle pi\u00f9 rosee. Il futuro dei rapporti con Mosca passer\u00e0 indubbiamente anche dall\u2019esito delle elezioni americane. Se Trump non dovesse prevalere, dubito che Biden, col suo passato, pensiamo solo all\u2019Ucraina, continui sul cammino intrapreso da Trump. Infine, viene poco ricordato quel <i>trattato di amicizia e cooperazione<\/i> firmato tra Mosca e Pechino nel lontano 2001, ben 15 anni prima dello scoppio della crisi ucraina che ha, come noto, allontanato Mosca dall\u2019Occidente, conducendola nelle braccia del Dragone. Tale trattato era piuttosto chiaro, in quanto legava le due potenze ad un progressivo avvicinamento da compiersi nell\u2019arco di vent\u2019anni, volto al progressivo smantellamento dell\u2019impalcatura securitaria e valoriale occidentale costruita in seguito alla Guerra Fredda. Questo auspicato dialogo rinforzato con Mosca non sar\u00e0 quindi una passeggiata, bens\u00ec un iter costellato di ostacoli. A questa consapevolezza, sarebbe altres\u00ec utile affiancare quella sui principi non negoziabili occidentali, come la <i>rule of law<\/i> e il sistema democratico e pluralista, in specie a fronte dell\u2019avanzare di modelli orientali sempre pi\u00f9 autocratici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Seguimi anche su:\u00a0<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.spreaker.com\/show\/glocal-podcast\"><span style=\"font-weight: 400\">Glocal Podcast<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> \u00a0 \u00a0 <\/span><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/giordanimirko\"><span style=\"font-weight: 400\">Pagina Facebook Mirko Giordani<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0 \u00a0 <\/span><a href=\"https:\/\/mirkogiordani.net\/\"><span style=\"font-weight: 400\">Sito mirkogiordani.net<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> \u00a0 \u00a0 <\/span><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/mirkogiordani\/?hl=it\"><span style=\"font-weight: 400\">Instagram<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> \u00a0 \u00a0 <\/span><a href=\"https:\/\/twitter.com\/mirkogiordani94\"><span style=\"font-weight: 400\">Twitter<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Per idee e spunti, contattami direttamente su <strong>mirkoglocal@gmail.com<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Troppo presi dal COVID-19, ci siamo dimenticati che la fuori il mondo va avanti. 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