{"id":802,"date":"2026-04-07T17:13:50","date_gmt":"2026-04-07T15:13:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/?p=802"},"modified":"2026-04-07T17:13:50","modified_gmt":"2026-04-07T15:13:50","slug":"borghi-lega-energia-imprese-e-consenso-ora-il-governo-puo-cambiare-passo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/2026\/04\/07\/borghi-lega-energia-imprese-e-consenso-ora-il-governo-puo-cambiare-passo\/","title":{"rendered":"Borghi (Lega): \u201cEnergia, imprese e consenso: ora il governo pu\u00f2 cambiare passo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/files\/2026\/04\/11521225-0083-ksyC-U30406203454768fE-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-803\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/files\/2026\/04\/11521225-0083-ksyC-U30406203454768fE-593x443@Corriere-Web-Sezioni-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/files\/2026\/04\/11521225-0083-ksyC-U30406203454768fE-593x443@Corriere-Web-Sezioni-300x224.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giordani\/files\/2026\/04\/11521225-0083-ksyC-U30406203454768fE-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg 592w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un richiamo deciso all\u2019azione di governo, con al centro energia, sostegno al sistema produttivo e rapporto con gli elettori. \u00c8 questa la linea tracciata dal senatore Claudio Borghi, esponente della Lega, che nella chiacchierata con il sottoscritto affronta i principali nodi della fase politica dopo il referendum.<\/p>\n<p>Per Borghi, il risultato della consultazione referendaria rappresenta s\u00ec \u201cun\u2019occasione mancata\u201d, ma anche un segnale politico da non sottovalutare. \u201cL\u2019elettorato italiano \u2013 osserva \u2013 tende a esprimere il proprio malcontento pi\u00f9 che a cogliere le opportunit\u00e0 di cambiamento. Ma questo non significa che il messaggio non sia chiaro\u201d. Secondo il senatore, il voto ha evidenziato una frattura non solo tra citt\u00e0 e periferie, ma anche all\u2019interno delle stesse aree urbane, con dinamiche nuove che meritano attenzione.<\/p>\n<p>Il punto centrale, per\u00f2, resta uno: ascoltare chi ha sostenuto il centrodestra. \u201cLa priorit\u00e0 \u2013 sottolinea \u2013 deve essere dare risposte a quell\u2019elettorato composto da piccole e medie imprese, lavoratori e ceto medio, che oggi \u00e8 in difficolt\u00e0\u201d. Un disagio concreto, legato soprattutto all\u2019aumento dei costi energetici e all\u2019inflazione. \u201cLe bollette, il carburante, i costi di produzione stanno mettendo in crisi interi settori \u2013 spiega \u2013 e il rischio \u00e8 una contrazione dei consumi che pu\u00f2 avere effetti pesanti sull\u2019economia reale\u201d.<br \/>\nBorghi insiste sul fatto che il caro energia sia oggi il principale problema economico. \u201cNon riguarda solo le famiglie, ma tutta la filiera produttiva. Dall\u2019industria alla piccola attivit\u00e0 commerciale, tutti stanno subendo rincari che poi inevitabilmente si scaricano sui prezzi finali\u201d. Una spirale che, secondo il senatore, rischia di alimentare ulteriormente l\u2019inflazione e comprimere il mercato interno.<\/p>\n<p>Sul piano internazionale, l\u2019esponente leghista critica la gestione europea degli ultimi anni, in particolare sul fronte energetico. \u201cAbbiamo vissuto due shock energetici in pochi anni, una situazione senza precedenti. Eppure l&#8217;Europa non sta facendo abbastanza per garantirci fonti di approvvigionamento stabili e a costi competitivi\u201d. Borghi sottolinea come alcune scelte politiche, comprese le sanzioni, abbiano ridotto i margini di manovra per le imprese italiane, rendendo il sistema meno competitivo.<\/p>\n<p>Da qui la necessit\u00e0, secondo la Lega, di un cambio di rotta anche nelle politiche europee. Il senatore parla apertamente di un \u201ctrilemma\u201d che l\u2019Europa e l\u2019Italia devono affrontare: aumento delle spese per la difesa, sostegno economico internazionale \u2013 in particolare all\u2019Ucraina \u2013 e rispetto dei vincoli del patto di stabilit\u00e0. \u201cCos\u00ec non possono stare insieme \u2013 afferma \u2013 perch\u00e9 il rischio \u00e8 scaricare tutto su cittadini e imprese\u201d.<\/p>\n<p>La proposta \u00e8 chiara: \u201cBisogna superare il patto di stabilit\u00e0 o quantomeno rivederlo profondamente, per liberare risorse da destinare all\u2019economia reale\u201d. Secondo Borghi, \u00e8 difficile spiegare ai cittadini perch\u00e9 si possano trovare fondi per alcune voci di spesa e non per ridurre il peso delle accise o sostenere il sistema produttivo.<\/p>\n<p>Nel ragionamento rientra anche una critica pi\u00f9 ampia all\u2019impostazione europea, dal Green Deal alle politiche ambientali. \u201cSi sono costruite nel tempo sovrastrutture legislative difficili da smontare \u2013 osserva \u2013 ma oggi la realt\u00e0 impone scelte pi\u00f9 pragmatiche\u201d. Un esempio \u00e8 il dibattito sulle risorse energetiche nazionali, come il gas nell\u2019Adriatico, che secondo Borghi andrebbe sfruttato maggiormente.<\/p>\n<p>Non manca una riflessione sui rapporti politici interni alla maggioranza e con gli alleati europei. \u201cSpesso c\u2019\u00e8 ancora un eccesso di prudenza nel confronto con Bruxelles \u2013 sostiene \u2013 ma l\u2019Italia ha una posizione che le consentirebbe di essere pi\u00f9 assertiva\u201d. Il riferimento \u00e8 anche al diverso peso negoziale rispetto ad altri Paesi, come l\u2019Ungheria, spesso citata nel dibattito europeo.<\/p>\n<p>Sul fronte interno, Borghi invita a non inseguire l\u2019elettorato perso cambiando linea, ma a rafforzare il rapporto con chi gi\u00e0 sostiene il governo. \u201cNon si vince andando a cercare consenso altrove, ma rispondendo alle esigenze di chi ti ha votato\u201d. Un passaggio che si lega direttamente al tema del consenso: \u201cNon sono le agenzie di rating n\u00e9 l\u2019Unione Europea a votarti, ma i cittadini\u201d.<\/p>\n<p>Quanto alle prospettive politiche, il senatore esclude la necessit\u00e0 di elezioni anticipate. \u201cNon le suggerirei \u2013 afferma \u2013 perch\u00e9 arriverebbero dopo un segnale negativo. Sarebbe come chiedere una conferma dopo una sconfitta\u201d. Piuttosto, la strada indicata \u00e8 quella di una correzione dell\u2019azione di governo.<\/p>\n<p>Infine, Borghi richiama anche il ruolo delle istituzioni, ricordando come la decisione su eventuali elezioni non sia solo politica ma coinvolga anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il messaggio conclusivo \u00e8 netto: \u201cServe pi\u00f9 sintonia con il Paese reale. Ignorare il consenso \u00e8 l\u2019errore pi\u00f9 grande. Se i cittadini non ti votano, significa che non hai capito le loro priorit\u00e0\u201d. Una linea che la Lega, assicura Borghi, intende portare avanti con decisione nei prossimi mesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un richiamo deciso all\u2019azione di governo, con al centro energia, sostegno al sistema produttivo e rapporto con gli elettori. \u00c8 questa la linea tracciata dal senatore Claudio Borghi, esponente della Lega, che nella chiacchierata con il sottoscritto affronta i principali nodi della fase politica dopo il referendum. Per Borghi, il risultato della consultazione referendaria rappresenta s\u00ec \u201cun\u2019occasione mancata\u201d, ma anche un segnale politico da non sottovalutare. \u201cL\u2019elettorato italiano \u2013 osserva \u2013 tende a esprimere il proprio malcontento pi\u00f9 che a cogliere le opportunit\u00e0 di cambiamento. Ma questo non significa che il messaggio non sia chiaro\u201d. 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