[photopress:hand_1.jpg,full,alignright]D’accordo è arrivato il cd che in tanti aspettavamo da anni, Mantaray, il cd di Siouxsie Sioux che ha lasciato i Banshees e torna a cantare dopo tre lustri o giù di lì. Il suono è sempre quello, un rock cupo e talvolta ossessivo, le chitarre sono affilate, le tastiere barocche, i testi non lasciano speranza ed è meglio ascoltarli a luce accesa altrimenti scatenano brutte sensazioni. Insomma Siouxsie, che di nome fa Susan Janet Ballion e ha appena compiuto cinquant’anni, è quella che è sempre stata: la regina del dark. La sua voce è gotica, il suo look avrebbe potuto essere immaginato da Dalì solo che c’è una punta di nero di troppo per lui. E quando lei canta brani come l’iniziale Into a swan oppure About to happen si sente che dentro la gola ha la storia del rock. E, se si lascia appena cullare dal ritmo da incubo di Here comes that day, allarga la sua interpretazione fino a coprire tutto lo spettro delle angosce. Insomma, non è un disco da buon umore, è solo un buon disco per chi, vent’anni fa, non sopportava i Duran Duran e i cantautori ma nemmeno si infilava il chiodo al concerto degli Iron Maiden. Diciamo che Siouxsie sta a pennello tra Cure e Depeche Mode. Ci stava all’inizio degli anni ’80 e ci si ritrova anche oggi. In poche parole, tutto perfetto. O quasi. Si apre il cd, si inserisce il dischetto, si sfoglia il libretto tanto che si aspetta la musica. E poi aahhh…. Anche Siouxsie si è rifatta. Ma come, il botulino anche alla regina dei dark. La blefaroplastica alla donna anti sensualità. Nella foto sul libretto di Mantaray lei sembra quella che vedete qui sopra (con la differenza che questa foto è stata scattata vent’anni fa). Insomma, si è tirata come un tappeto peggio di Amanda Lear. E’ pronta per l’Isola dei Famosi. Anche lei, anche Siouxsie: che delusione. Perciò Mantaray è un disco da ascoltare ben bene ma senza guardare il libretto (e i testi li scaricate da qualche sito, tanto il disco è uscito e tra poco sono dappertutto).