[photopress:amywinehouse1_751727_1_2_3.jpg,full,alignright]Amy Winehouse è stata arrestata ieri sera a Bergen in Norvegia dopo che gli agenti le hanno scoperto 7 grammi di marijuana in valigia. E’ stata portata al commissariato assieme al marito e a un amico. Ha pagato i 500 euro di multa e stasera canterà proprio a Bergen, domani a Oslo e venerdì prossimo sarà (forse) a Milano. E’ curioso che sia stata fermata per la marijuana, che onestamente, dopo averla vista dal vivo l’altra sera a Berlino, mi sembra l’ultimo dei suoi problemi. Ed è anche curioso, anzi agghiacciante, che i suoi manager, la sua casa discografica e la sua famiglia la lascino circolare nele condizioni in cui è: disastrose. Sembra andare incontro a un evidente destino. E noi siamo obbligati ad assistere senza poter fare nulla. Amy Winehouse è una drogata persa e nella foto che pubblico qui di fianco si vedono quali effetti fisici abbia la sua tossicodipendenza. Non conosco quali siano le sue condizioni psicologiche, anche se sul palco non mi è sembrata lucida: ha persino sbagliato a entrare in scena. Il guaio è che noi siamo obbligati a guardare lo spettacolino (la musica e tutto il resto) senza poter far nulla. E’ un terrificante reality show che ricorda quello di altri artisti alla fine degli anni Sessanta. Ma adesso c’è più spettacolarizzazione. In un libro che sto leggendo sui Doors, la sorella di Jim Morrison racconta di essere stata informata che suo fratello aveva inciso un disco addirittura un anno dopo dalla sua pubblicazione… Adesso, a quarant’anni di distanza, sono qui a scrivere che Amy Winehouse è stata arrestata IERI SERA in una sperduta città della Norvegia. Pensando a questo, immagino a che tipo di pressione deve avere addosso questa ragazzina di 24 anni che è piccola così ma ha una voce unica. Un bombardamento: è finita nel circo. E oggi non riesco a pensare a una soluzione diversa dal ritiro almeno momentaneo dalle scene. E invece la Universal sta per pubblicare un dvd dal vivo. Avanti così, business as usual.