[photopress:1182263920.jpg,full,pp_image]Oggi ho recensito sul Giornale il nuovo (bel) video dei Tokio Hotel che andrà in anteprima su Mtv ma che già si può trovare come al solito su Youtube. Oltre a essere ben girato, ‘Don’t jump’ solleva un problema che si pensa molto lontano dal mondo adolescenziale: quello del suicidio. Mi sembra molto significativo che lo faccia un gruppo amatissimo dalla ragazzine e dai teen ager di mezza Europa e quindi snobbato dalla critica musicale. Come si sa, o sono pallosi e di sinistra rigorosamente ambientalista, oppure i nuovi cantanti sono di solito accolti dai giornalisti musicali con lo stesso snobismo con cui, tanto per fare un esempio, gli inglesi arrivavano a Napoli. Con la puzza sotto il naso e la lieta, inconsapevole certezza di essere migliori. In questo caso, i Tokio Hotel sono stati accolti come il solito gruppo montatura, come un semplice business, come un gruppetto di ragazzini tedeschi nelle mani di loschi affaristi. A parte il fatto che, ragionando con questa logica, il 90 per cento dei cantanti non sarebbero altro che pupazzi nelle mani dei manager, i Tokio Hotel sono un caso a parte perché comunque sanno suonare, perché sono tedeschi, perché sono ricercati dai fans come quasi mai è capitato di vedere. E stavolta, parlando di suicidio di ragazzini, sollevano una piaga che silenziosamente ma dolorosamente sta invadendo la nostra gioventù. Ci sono sempre più ragazzini che si ammazzano e spesso lo fanno per i motivi più futili, spesso drammaticamente ignorati da chi dovrebbe/porebbe risolverli. Perciò il video dei Tokio Hotel sarà piacevole per i loro fans ma è importante soprattutto per i loro genitori, che più o meno hanno la mia età (41 anni). Attenzione, signori, questi sono i problemi della generazione dei vostri figli. Non pensate che riguardino solo gli altri. Una volta le boy band si occupavano di amore, cantavano i flirt, raccontavano storie da liceali. Adesso no, e qualcosa vorrà dire. Non si può trascurare. Facendo questo errore, storicamente i genitori si sono accorti sempre troppo tardi dei guai dei loro figli (e bravi ai Tokio Hotel che hanno realizzato un bel video).