[photopress:baudochiambretti.jpg,full,pp_image]Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l’ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire “io non lo guardo neanche per un minuto”, tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell’Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest’anno, l’Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell’Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero.