[photopress:coldplay.jpg,full,alignright]Innanzitutto lo dico subito: sono entusiasta. Oggi ho ascoltato il nuovo cd dei Coldplay, che alla faccia della brevità si intitola “Viva la vida or death and all his friends”. Le canzoni sono : Life in technicolor, Cemeteries of London, Lost!, 42, Lovers in Japan/ Reign of love, Yes, Viva la vida, Violet hill, Strawberry swing, Death and all his friends. In più c’è una traccia nascosta che i Coldplay hanno intitolato ‘The escapist’ ma non hanno voluto indicarla sul libretto del cd. I produttori sono, come si sa, Brian Eno e Markus Dravs, il primo è stato l’ideatore dell’album, il secondo ha avuto più la funzione di esecutore e organizzatore. Ebbene, il risultato è eccellente. I Coldplay sono rimasti la band che tutti conoscono ma hanno tirato fuori le palle, si sono messi in gioco, hanno evitato di precipitare nella retorica o nell’autoreferenzialità. Già dall’iniziale Life in technicolor, che è un crescendo strumentale, si capisce che l’album sarà molto bello, molto pieno di quell’energia che non ha bisogno di tanti watt per venire fuori. Basta l’ispirazione. E così non è un caso se il quadro in copertina è “La libertà che guida il popolo” di Eugene Delacroix e una parte del titolo (Viva la vida) viene da un’altra tela, stavolta di Frida Kahlo. Il nuovo cd dei Coldplay ha i colori di entrambi gli artisti: romantici, drammatici, talvolta epici ma sempre sinceri ed essenziali. E le canzoni – che sono brevi e non superano complessivamente i 42 minuti – non hanno mai una nota in più di quelle indispensabili, nonostante il lavoro di arrangiamento sia stato poderoso. Il miglior brano è probabilmente ‘Lost!’, ma l’inizio stile Beatles di ’42’, il ritmo di ‘Lovers in Japan’ e i movimenti quasi sinfonici di ‘Death and all his friends’ sono memorabili. Insomma, i Coldplay sono cresciuti e questo è senza dubbio un album memorabile perché ha due caratteristiche fondamentali: la personalità e la capacità di sorprendere. Qualche volta, evviva!, si trovano ancora.