[photopress:ACDC1ph.to_Guido_Karp.jpg,full,alignright]Oggi esce il nuovo cd degli Ac/dc dopo otto anni di silenzio. Si intitola Black ice ed è inutile recensirlo: gli Ac/Dc sono quelli, tutti li conosciamo, suonano il sano, sporco rock’n’roll nato con Chuck Berry e Bo Diddley e lo fanno con un tocco talmente personale che chiunque li può riconoscere al primo colpo. La chitarra di Angus Young (nella foto sul set del video di Rock’n’roll train) è veloce e ispirata. La voce di Brian Johnson non perde colpi ed è rugginosa come al solito. E l’accoppiata basso batteria di Cliff Williams e Phil Rudd è una delle più calibrate del rock. Comunque, forse anche per merito del produttore Brendan O’Brien, il disco è una conferma che gli Ac/Dc non tradiscono e hanno quell’umiltà che ormai manca a quasi tutte le nuove rockstar: sanno che un idolo rock, prima ancora di seguire le proprie mattane, ha il dovere di soddisfare il pubblico che lo ha reso ricco e famoso. Gli Ac/Dc lo fanno. E lo fanno con quell’entusiasmo infantile e sincero che è difficile trovare in altre band di ultracinquantenni stravissuti. Perciò Black ice è un disco da ascoltare. Per goderne. Oppure per imparare quel è lo spirito giusto del rock che non morirà mai.