[photopress:perez_hilton_1_2.jpg,full,alignleft]Premessa: Perez Hilton è il blogger più pecoreccio in circolazione. Ogni giorno rovista nell’immondizia di musica e tv, tira fuori lo schifo e lo piazza su perezhilton.com pasticciando le foto delle sue vittime con orribili ghirigori di cui la maggior parte dei visitatori non capisce il significato. Chilometri e chilometri di stupidaggini telegrafiche, obbligatori riferimenti alle tre esse (soldi, sesso, sangue), allusioni come se piovesse, nessun rispetto delle fonti. E, soprattutto, nessun contraddittorio. Insomma, Perez Hilton fa l’informazione peggiore: ma non perché si occupa solo ed esclusivamente di gossip, per carità. Ma perché lo usa come una clava. Non c’è traccia di cellulite o di amorazzo o di imperfezione fisica che gli sfugga. Ma per il resto, tabula rasa. Nessuna informazione, nessun rispetto, nessun vincolo alla rettifica o alla veridicità delle fonti. Palate di indiscrezioni e chissenefrega se poi si rivelano sbagliate o inesatte o addirittura dannose. Insomma, in un paio d’anni Perez Hilton (vero nome Mario Armando Lavendeira, 31 anni) è diventato quello che Forbes ritiene il più importante blogger del mondo, senz’altro il più popolare visto che, grazie al suo blog, è arrivato persino a presentare una parte degli Mtv Europe Music Awards. Tutta questa premessa prima di arrivare alla notizia. L’altro giorno Perez Hilton è stato riempito di botte a Toronto dal manager dei Black Eyed Peas (nella foto), il manesco Polo Molina, che non ha digerito qualche (ennesimo) commento su Will.I.Am e su Fergie. Il gruppetto si è incrociato fuori da un locale, sono volate parole e poi schiaffi, qualcuno ben dato (vedere foto qui del blogger dopo la rissa). Subito dopo, Perez Hilton è andato dritto filato in un commissariato di polizia (avvisato tramite Twitter) e ha denunciato. Seguirà processo ma non è questo che importa. Importa che la roba che esce dai blog come perezhilton.com è lo schifo assoluto con due principali conseguenze. [photopress:the_black_eyed_peas_su_sfondo_bianco_116039_1.jpg,thumb,alignright]La prima è che si banalizza tutto, ossia lo si annulla, gli si toglie importanza. La seconda è che, specialmente parlando di musica, si occupa tutto lo spazio informativo a disposizione. D’accordo, ci sono tanti altri canali. Ma ormai purtroppo sono secondari. D’altronde è naturale che quando si usano armi qualunquiste per ridicolizzare i famosi, il gradimento dei lettori sia molto elevato. Se fai vedere le rughe di Madonna, tutti applaudono e si sentono rinfrancati. Se scrivi che Chris Martin ha l’alito pesante, tutti ci godono. E’ una regola ovvia ed è inutile star qui a spiegare il perché e il percome. Succede così, punto e basta. Ma un conto è farlo con qualche bilanciamento normativo, qualche freno deontologico, qualche, seppure minimo, timore di sanzioni come succede a stampa, radio e tv (e non parliamo di ciò che, in altri campi, sta succedendo qui in Italia). Un altro è farlo liberamente, senza alcun vincolo, senza neppure il minimo dovere di smentita o di verifica delle fonti. Si rischia, come nel caso di perezhilton.com, non solo di demolire decine di personaggi (e fin qui…). Ma anche di annullare il fascino (piccolo, piccolissimo ormai) dello star system e delle rockstar. Un gioco allo sfascio che ha come unico risultato quello di soddisfare l’istinto becero che c’è in tutti noi. E stop. Se sui grandi media non c’è più spazio per la musica autentica ma solo per i pettegolezzi, la responsabilità è anche di Perez Hilton e della tendenza che lui rappresenta in prima persona. Perciò lo schiaffone che si è preso non è da applaudire, naturalmente, né da giustificare. Ma è da sottolineare perché, forse, il limite è stato superato. E magari qualche piccolo miglioramento ce lo possiamo ancora aspettare. Se persino un gruppo costruito per il gossip si stanca dei gossip, vuol dire che non tutto è perduto.