Basta pensarci un attimo: Jovanotti rappresenta la meglio parabola in circolazione. Nessuno o pochissimi come lui sono riusciti in venticinque anni a cambiare così tanto e così tanto bene, facendo diventare forza le proprie (ben note) debolezze con l’unico mezzo a disposizione delle persone intelligenti: ammettere di averle. Prima deejay (inizio a Radio Foxes a Cortona). Poi rapper. Poi artista. Ora riempie gli stadi. Due San Siro, addirittura. Prima era considerato un simbolo quasi post “draiviniano”, un usa e getta stile Deejay Television, un casinista per ragazzini decerebrati. Poi è diventato, chissà per quale motivo, un’icona politica della sinistra, di […]