Insomma il rock sembra sempre più roba da vecchi. Sembra per carità. E per tanta critica indubbiamente lo è diventato. Basta scorrere le classifiche che le bibbie del settore puntualmente pubblicano a fine anno: sono una sfilata di ultrasessantenni. Specialmente ai primi posti. Sia chiaro: qui non si parla di vendite discografiche, di copie fisiche o liquide di ciascun album. Si parla, o si vorrebbe parlare, di valutazioni critiche. Da sempre queste classifiche sono un vezzo dei critici, un orgoglio per i musicisti coinvolti (o un disonore, dipende) e un divertissement per il pubblico. E sapete come nascono queste graduatorie: […]